giovedì 4 dicembre 2008

NaziTrainer

Lo prometto, e' l'ultimo post che scrivo sulle mie traversie ginniche, ma davvero mi si sta aprendo un mondo e non posso trattenermi dal raccontarlo.
Anzitutto, non lasciatevi ingannare dal titolo: il mio trainer e' nazi nella sostanza, non nella forma. Simao e' portoghese, e come tale parla tutto in "ao", "iouao" e "jenjanjao". Come succede a me, quando la sera e' stanco non gli vengono le parole in inglese. Parole che usa tutto il giorno tutti i giorni. Quindi le nostre lezioni sono piu' che altro gestuali. "This exercise is for ...mmm..." che sta per "Questo esercizio serve per...mmm(gesto dell'indicare la coscia)..."
Al mio "Ok, let's do it!", Simao mi chiede come si dice in italiano. "Coscia". Al che io gli chiedo come si dice in portoghese "Perna". Al che gli racconto (e badate che cado in questo tranello ogni sacrosanta volta, imparassi a starmene zitta quando qsa mi colpisce!) che in italiano esiste una parola simile, "pernacchia", che pero' significa altro. Mi chiede di tradurla in inglese. Non so come si dica pernacchia in inglese. Quindi gliela mimo. (Questo episodio mi fa venire in mente quella volta che cercai di spiegare, Dio solo sa perche', a Meaghan, un'amica di NY, che la parole "cimice" in italiano significava animaletto puzzolente ma anche piccolo microfono-spia...credo che Gian stia ancora ridendo per come non riuscissi a venirne fuori!)


Senza divagare oltre, questo e' il tenore delle conversazioni fra Simao e me. Poco nazi, no?
Il problema e' altro. E' che sorridendo mi sottopone ad una serie di prove terrificanti. Le fatiche erculee, a confronto, erano una barzelletta.

Mi mette sul tapis roulant, ed io mi sento molto confident. E' il mio regno, non puo' spezzarmi. Comincia con un bel 11 km all'ora. Un po' troppo veloce. Poi, dopo un minuto, mi fa fare uno scatto di 40 secondi a 16 km. Boccheggio. 40 secondi per riprendermi, sempre a 11, e poi di nuovo su, a 16. Per 4 volte. In pochissimi minuti. Mi vede in difficolta', mi dice "Ok, cambiamo, non piu' facile, ma diverso..." Che vorra' dire? Inclina il tappeto al gradiente massimo, e mi fa camminare cosi' per 5 minuti a 7 km all'ora, 7.5, 8. Poi abbassa, e di nuovo scatti per 2 volte. Poi smette perche' davvero io credo che o vomito o svengo.

Sezione pesi: comincia sbattendomi in mano un bilancere da 15 kg, a me che fatico a sollevarne due, e comincia a farmi fare una serie di rotazioni degne di un samurai. A volte mi deve aiutare lui, senno' mi tiro i pesi addosso. A volte mi dice di stare ferma coi muscoli tesi in posizioni allucinanti. Mi spinge, sempre col sorriso, che Simao e' un gentiluomo, ad andare oltre i miei limiti. E mentre mi guardo, in pantajazz e maglietta, nello specchio, mi dico che cavolo mi e' venuto in mente di andare in palestra, che nella mia vita saro' stata in forma come ora solo per 3 mesi, ed e' un momento d'oro e sto pretendendo troppo da me.

Infine, mi chiede se l'indomani lavoro. Certo che si', ragazzetto. Te l'ho gia' detto che non vivo di rendita. Allora mi porta nella zona "corpo libero" e comincia ad aiutarmi a fare stretching, "senno' domattina non riesci nemmeno ad alzarti".

Per congedarsi, mi impone di non mangiare ASSOLUTAMENTE carboidrati, la sera stessa: carne e verdura in quantita', ma guai a me se solo ammicco ai cracker, alla pastina (alla mia umile, adorata pastina!), al riso.
Eseguo. Salvo svegliarmi stanotte coi crampi da fame, e metterci tutta la volonta' degli ultimi 10 anni per non assaggiare nessuna delle 3 piadine che Gian, alle 4, di ritorno da un Christmas Party aziendale, si e' mangiato.
Fossi matta: poi naziSimao mi viene in sogno e mi costringe a fare esercizi pure li'!


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