Lei era giovane, quando sono venuta al mondo, e insieme siamo partite per questa avventura, lei per la prima volta nonna, io per la prima volta viva.
Lei mi ha dato coccole e disciplina; amore e regole; comprensione e ambizione.
Lei ha accolto tutti i nipoti che la vita, nel suo percorso imperscrutabile, le ha dato. Li ha amati tutti tanto, e con la diversita' che ognuno di loro meritava.
Lei ha amato a dismisura, nei suoi primi 10 mesi, il suo bisnipotino. L'unico che riusciva a ravvivarla negli ultimi tempi. Uno dei suoi ultimi sorrisi.
Ciao nonna. Col cuore a pezzi, e l'anima forse piu' serena in questa notte triste, dopo averti vista soffrire troppo, ti dico ciao.
E mi porto nel cuore tanti sentimenti e immagini.
Il privilegio di averti resa nonna, per prima. 37 anni della mia vita vissuti intensamente insieme. I primi 10 anni in una quotidianita' impressa nel mio cuore. Le nostre vacanze. Il nostro capirci al volo. I sorrisi complici quando gli altri tuoi nipoti si riferivano a me chiamandomi "la tua nipotina", alludendo ad una preferenza che forse non avevi. Quello che loro non hanno mai capito, e io e te invece si', era che non e' che tu amassi me piu' di loro. Solo da piu' tempo.
Le lingue straniere studiate perche' tu, un giorno, mi avevi detto che ammiravi chi riusciva ad esprimersi in un'altra lingua. La politica. Il giorno della mia tesi. Le mie partenze. Le candele che accendevi ad ogni esame. Le mie telefonate da qualsiasi parte del mondo mi trovassi, e tu a stupirti di quanto mi potessi sentire bene. Il tuo accettarmi per le scelte che facevo. Mai una volta mi hai chiesto perche' non mi sposassi, o non avessi ancora avuto figli. Sapevi che le mie scelte erano ponderate, e la mia vita felice. E a te questo e' sempre bastato, nonna. Non chiedevi altro. Non mi hai mai inquadrata in cornici che non mi corrispondevano. Sapevi che la vita ha bisogno d'altro per valere la pena.
Lo stupore felice di ogni volta che comparivo dal nulla davanti ai tuoi occhi, negli ultimi anni. Le cose in cui non ti assomiglio - perche' geneticamente mi hai passato i fianchi larghi, e poco altro. E l'immenso peso che hai avuto nella formazione della mia anima. Da sempre. La mia educazione, a cui hai contribuito in modo evidente. La mia autostima. Perche' vedermi attraverso i tuoi occhi mi ha sempre fatto sentire bella e buona, come sempre mi definivi tu. La vita che mi hai dato, avendola data a mia madre.
Stasera te ne sei andata, nonna, mentre ti tenevo la mano. Hai aspettato che fossi a casa. E che in qualche modo fossi pronta, per quanto pronti non lo si e' mai. Te ne sei andata circondata da tutta la tua famiglia, dai tuoi adorati nipoti che non si davano pace. Te ne sei andata circondata da un amore che hai creato e nutrito in tutti questi anni. Credo che a pochi sia concessa un'uscita simile.
Ciao Nen adorata.
Nel mio cuore per sempre.
"Terra, sii leggera su di lei. Lo fu lei su di te."
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domenica 19 febbraio 2012
giovedì 20 ottobre 2011
Se domani il mondo finisse...
...come predisse un profeta riguardo al 21 ottobre, cosa fareste oggi?
Credo poche cose diverse.
Sono a casa, dove posso essere Malli e nient'altro. Che a volte e' estremamente liberatorio.
Mi sono sbaciucchiata all'infinito mio nipote Edolo, e ho avuto la gioia di avere meravigliosi sorrisi in cambio, dopo i primi 5 minuti di studio della mia fisionomia (della serie "Questa devo averla vista da qualche parte...e' una tipa bizzarra...si', ma dove???")
Ho modo di passare del tempo con mia nonna, che non sta bene. Di ridarle parte dell'amore che per 36 anni mi ha dato, sotto forma di coccole, aiuto, sorrisi. Ed e' qualcosa che fa bene soprattutto a me. E' un debito che mai sentiro' di avere ripagato, ma posso cercare di saldare, almeno in parte.
Sono qui, con la famiglia che mi e' capitata, e che amo per come e', e che e' sempre prevedibilmente uguale a se stessa, nonostante il tempo che passa.
Mi mancherebbe un abbraccio con qualche amico e qualche amica che ci sono sempre, nei momenti di bisogno emotivo. Anche a distanza. Anche solo col pensiero.
Mi mancherebbe un sorriso di Louis. Vederlo crescere.
E piu' di tutto, vorrei un abbraccio di Gian, una chiacchiera a modo nostro, una risata di quelle vere che solo lui sa farmi scaturire dall'angolo piu' nascosto del mio cuore.
E a dirla tutta, nient'altro.
Credo poche cose diverse.
Sono a casa, dove posso essere Malli e nient'altro. Che a volte e' estremamente liberatorio.
Mi sono sbaciucchiata all'infinito mio nipote Edolo, e ho avuto la gioia di avere meravigliosi sorrisi in cambio, dopo i primi 5 minuti di studio della mia fisionomia (della serie "Questa devo averla vista da qualche parte...e' una tipa bizzarra...si', ma dove???")
Ho modo di passare del tempo con mia nonna, che non sta bene. Di ridarle parte dell'amore che per 36 anni mi ha dato, sotto forma di coccole, aiuto, sorrisi. Ed e' qualcosa che fa bene soprattutto a me. E' un debito che mai sentiro' di avere ripagato, ma posso cercare di saldare, almeno in parte.
Sono qui, con la famiglia che mi e' capitata, e che amo per come e', e che e' sempre prevedibilmente uguale a se stessa, nonostante il tempo che passa.
Mi mancherebbe un abbraccio con qualche amico e qualche amica che ci sono sempre, nei momenti di bisogno emotivo. Anche a distanza. Anche solo col pensiero.
Mi mancherebbe un sorriso di Louis. Vederlo crescere.
E piu' di tutto, vorrei un abbraccio di Gian, una chiacchiera a modo nostro, una risata di quelle vere che solo lui sa farmi scaturire dall'angolo piu' nascosto del mio cuore.
E a dirla tutta, nient'altro.
giovedì 6 ottobre 2011
Inspirational
Alcune tra le parole piu' belle di Steve Jobs - morto poche ore fa - dalla celebre conferenza a Stanford:
Il nostro tempo è limitato, per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun altro. Non facciamoci intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario.
Siate affamati, siate folli.
Il nostro tempo è limitato, per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun altro. Non facciamoci intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario.
Siate affamati, siate folli.
giovedì 15 settembre 2011
Da nessuna parte
Leggo sempre con un ghigno nascosto i post della mia amica Laura. Ne riconosco lo stile, lo sguardo beffardo sul mondo e quel sarcasmo mai celato...Per problemi tecnici, non riesco mai a commentare. Ma ci sono post che aprono universi di elucubrazioni, emozioni, sentimenti...e a volte vorrei essere ancora a quella scrivania di via Lodino, girarmi leggermente a sinistra e dirle: "No, Laura, non sono d'accordo..." o ridere ed esclamare "Hai assolutamente ragione!"
Leggevo stamane il suo post, divertente e profondo, sull'avere una vita (parafraso) non idilliaca:
http://laura-percaso.blogspot.com/2011/09/conversazione-di-una-sera-di-fine.html
E pensavo che...forse sarebbe diverso in Toscana, Laura, ma forse anche no...che ogni situazione ha i pro e i contro, e non sei mai nel posto giusto, o nel posto che ti fa dire che stai vivendo la tua vita pienamente. Da nessuna parte senti che abbracci tutto quello che puoi.
E te lo dico da qui, nel cuore vibrante di Londra, con le mille possibilita' che mi ha dato e che continua a darmi. Lavoro 12 ore al giorno quando va bene, uscendo di casa giusto in tempo per svegliare Gian con un caffe' e rientrando per aspettarlo e condividere con lui se possibile 2 ore prima di addormentarmi, in genere per sfinimento. Non ho "odore di maialone", ma spesso un clima che mi fa rimpiangere l'attivita' che un tempo le tue ghiandole sudoripare sapevano esercitare (ora sono in perenne letargo), e si', qualche vacanza bella durante l'anno, ma in genere col blackberry acceso e il pc a portata di mano.
Non ho un R che mi chieda di andare dalla nonna, perche' (tra le altre cose) non ho una nonna vicina a casa mia che lo accolga a braccia aperte.
Ti devo scrivere queste cose in un blog, perche' non posso dirti che venerdi sera vengo da te e ne parliamo.
Come vedi, amica, tutto il mondo e' paese. Alla Muzza come a Londra.
Lo so, ognuno ha le sue miserie e soprattutto, alcune piu' "scelte" delle altre.
Ma questo era per dirti...siamo sulla stessa barca, solo una a prua e l'altra a poppa. Che non fa tanta differenza. La differenza la fanno la barca che va o la barca che affonda.
E sappiamo entrambe che siamo troppo toste per farla affondare, 'sta barca.
Leggevo stamane il suo post, divertente e profondo, sull'avere una vita (parafraso) non idilliaca:
http://laura-percaso.blogspot.com/2011/09/conversazione-di-una-sera-di-fine.html
E pensavo che...forse sarebbe diverso in Toscana, Laura, ma forse anche no...che ogni situazione ha i pro e i contro, e non sei mai nel posto giusto, o nel posto che ti fa dire che stai vivendo la tua vita pienamente. Da nessuna parte senti che abbracci tutto quello che puoi.
E te lo dico da qui, nel cuore vibrante di Londra, con le mille possibilita' che mi ha dato e che continua a darmi. Lavoro 12 ore al giorno quando va bene, uscendo di casa giusto in tempo per svegliare Gian con un caffe' e rientrando per aspettarlo e condividere con lui se possibile 2 ore prima di addormentarmi, in genere per sfinimento. Non ho "odore di maialone", ma spesso un clima che mi fa rimpiangere l'attivita' che un tempo le tue ghiandole sudoripare sapevano esercitare (ora sono in perenne letargo), e si', qualche vacanza bella durante l'anno, ma in genere col blackberry acceso e il pc a portata di mano.
Non ho un R che mi chieda di andare dalla nonna, perche' (tra le altre cose) non ho una nonna vicina a casa mia che lo accolga a braccia aperte.
Ti devo scrivere queste cose in un blog, perche' non posso dirti che venerdi sera vengo da te e ne parliamo.
Come vedi, amica, tutto il mondo e' paese. Alla Muzza come a Londra.
Lo so, ognuno ha le sue miserie e soprattutto, alcune piu' "scelte" delle altre.
Ma questo era per dirti...siamo sulla stessa barca, solo una a prua e l'altra a poppa. Che non fa tanta differenza. La differenza la fanno la barca che va o la barca che affonda.
E sappiamo entrambe che siamo troppo toste per farla affondare, 'sta barca.
mercoledì 23 marzo 2011
Illuminante, accecante..
Con Gian a cercare dei centri specializzati, qui a Londra, sul Cluster Headache, cefalea a grappolo, perche' davvero mi sta invalidando la vita.
Senza riuscire a spiegare cosa sento, il livello del male che provo, il fastidio, e quanto sono esausta dopo 3 giorni senza tregua. Il fatto che il male sia solo in un lato della testa, principalmente nell'occhio, e che prenda a lungo andare anche i denti. Il fatto che (Wikipedia spaventa, spesso) possa portare alla depressione (ci credo!), che sia una forma di invalidita' a certi livelli, che venga chiamato mal di testa da suicidio, e mai definizione fu piu' appropriata (la Malli, innamorata della vita, in certi momenti vorrebbe solo piantarsi un coltello nell'occhio!)
Insomma, mentre Gian si rende conto di quanto grave sia la situazione per me e di quanto lui abbia sottovalutato le mie lamentele, attribuendole alla mia scarsa resistenza ("scarsa spina dorsale", a suo dire) la Malli trova un disegno che spiega, meglio di mille parola, cosa prova in certi giorni...

martedì 22 febbraio 2011
Cosi' stanca...
...ma cosi' stanca che mi si chiudono gli occhi al solo pensiero.
Cosi' stanca che le mani si fermano sulla tastiera a meta' frase.
Cosi' stanca che l'idea di andare a letto e' gia' troppo faticosa.
Non credo sia la primavera (qui non c'e').
Ne' la dieta (per ora in sospensione che la vita ha gia' le sue fatiche - daremo un colpo agli ultimissimi chili a primavera inoltrata).
Ne' la palestra (che comunque aiuta a scaricare la tensione).
Ne' il lavoro (che e' sempre stato molto).
E' solo il bisogno di una vacanza.
E vengono in mente le parole di una bellissima poesia di Ungaretti - peccato sia triste - che io triste non sono - solo stanca:
Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade
Ho tanta
stanchezza
sulle spalle
Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata
Cosi' stanca che le mani si fermano sulla tastiera a meta' frase.
Cosi' stanca che l'idea di andare a letto e' gia' troppo faticosa.
Non credo sia la primavera (qui non c'e').
Ne' la dieta (per ora in sospensione che la vita ha gia' le sue fatiche - daremo un colpo agli ultimissimi chili a primavera inoltrata).
Ne' la palestra (che comunque aiuta a scaricare la tensione).
Ne' il lavoro (che e' sempre stato molto).
E' solo il bisogno di una vacanza.
E vengono in mente le parole di una bellissima poesia di Ungaretti - peccato sia triste - che io triste non sono - solo stanca:
Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade
Ho tanta
stanchezza
sulle spalle
Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata
mercoledì 5 gennaio 2011
E per il nuovo anno
nessun buon proposito quest'anno. Che la dieta e' gia' a meta' strada (e oltre), quindi per una volta comincio l'anno in discesa. Che lo so che devo dedicare piu' tempo a me stessa, ma ci sto provando davvero. Che preferisco usare le energie dei miei desideri per le persone che amo. Per un lavoro che sia quello giusto, ovunque si trovi; per un nipotino che attendiamo impazienti, pieni di curiosita' e di risate per lui; per un altro che ogni giorno mi meraviglia e mi stupisce; per la salute di tutti quanti - che quella non e' mai scontata.
Di mio, come diceva Gianni Rodari, voglio solo la faccia allegra. Non chiedo altro.
Filastrocca di Capodanno
fammi gli auguri per tutto l’anno:
voglio un gennaio col sole d’aprile,
un luglio fresco, un marzo gentile,
voglio un giorno senza sera,
voglio un mare senza bufera,
voglio un pane sempre fresco,
sul cipresso il fiore del pesco,
che siano amici il gatto e il cane,
che diano latte le fontane.
Se voglio troppo non darmi niente,
dammi una faccia allegra solamente.
Gianni Rodari (da Filastrocche in cielo e in terra)
Di mio, come diceva Gianni Rodari, voglio solo la faccia allegra. Non chiedo altro.
Filastrocca di Capodanno
fammi gli auguri per tutto l’anno:
voglio un gennaio col sole d’aprile,
un luglio fresco, un marzo gentile,
voglio un giorno senza sera,
voglio un mare senza bufera,
voglio un pane sempre fresco,
sul cipresso il fiore del pesco,
che siano amici il gatto e il cane,
che diano latte le fontane.
Se voglio troppo non darmi niente,
dammi una faccia allegra solamente.
Gianni Rodari (da Filastrocche in cielo e in terra)
giovedì 9 settembre 2010
Niente da segnalare...
...se non il placido godersi le giornate come vengono. Tra il peso del lavoro, il tempo ormai autunnale, stanchezza serale e relax mattutino. A volte non vogliamo mete, obiettivi pazzeschi, traguardi. A volte vogliamo solo guardarci da fuori, e annuire.
Mi fa pensare, questo periodo, a una bella frase di Carofiglio disseminata in una delle sue opere:
"Ecco, vorrei rivivere quel pomeriggio. E sai perché?"
"Perché?"
"Perché quella è stata una delle poche volte della mia vita in cui sono stato perfettamente felice, e me ne sono accorto mentre succedeva."
Mi fa pensare, questo periodo, a una bella frase di Carofiglio disseminata in una delle sue opere:
"Ecco, vorrei rivivere quel pomeriggio. E sai perché?"
"Perché?"
"Perché quella è stata una delle poche volte della mia vita in cui sono stato perfettamente felice, e me ne sono accorto mentre succedeva."
lunedì 30 novembre 2009
Futuro
Leggo la lettera di Pier Luigi Celli al figlio, sul futuro e sulla ricerca di opportunita' all'estero, e anche se io all'estero ci sono venuta per ragioni di cuore piu' che di opportunita' lavorative, non posso nascondere che Celli ha ragione, che in un anno e mezzo qui ho avuto piu' opportunita' che in 9 anni di lavoro in Italia, e che se avessi un figlio oggi, io gli direi le stesse identiche cose...
Figlio mio,
stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio. Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l'idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai. Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l'affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza. Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all'attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. E' anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l'Alitalia non si metta in testa di fare l'azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell'orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d'altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l'unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole il Monopolio, e così costringendo i suoi vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno mai più di essere a rischio.
OAS_RICH('Middle');
Credimi, se ti guardi intorno e se giri un po', non troverai molte ragioni per rincuorarti. Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato - per ragioni intuibili - con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility. Non varrà nulla avere la fedina immacolata, se ci sono ragioni sufficienti che lavorano su altri terreni, in grado di spingerti a incarichi delicati, magari critici per i destini industriali del Paese. Questo è un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico. Potrei continuare all'infinito, annoiandoti e deprimendomi. Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi, prenda la strada dell'estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati. Probabilmente non sarà tutto oro, questo no. Capiterà anche che, spesso, ti prenderà la nostalgia del tuo Paese e, mi auguro, anche dei tuoi vecchi. E tu cercherai di venirci a patti, per fare quello per cui ti sei preparato per anni. Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.
Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, lo prevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non deludermi, assecondando le mie amarezze. Preparati comunque a soffrire.
Con affetto, tuo padre
Figlio mio,
stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio. Puoi solo immaginare la sofferenza con cui ti dico queste cose e la preoccupazione per un futuro che finirà con lo spezzare le dolci consuetudini del nostro vivere uniti, come è avvenuto per tutti questi lunghi anni. Ma non posso, onestamente, nascondere quello che ho lungamente meditato. Ti conosco abbastanza per sapere quanto sia forte il tuo senso di giustizia, la voglia di arrivare ai risultati, il sentimento degli amici da tenere insieme, buoni e meno buoni che siano. E, ancora, l'idea che lo studio duro sia la sola strada per renderti credibile e affidabile nel lavoro che incontrerai. Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è che tutto questo ha sempre meno valore in una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l'affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza. Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all'attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. E' anche un Paese in cui, per viaggiare, devi augurarti che l'Alitalia non si metta in testa di fare l'azienda seria chiedendo ai suoi dipendenti il rispetto dell'orario, perché allora ti potrebbe capitare di vederti annullare ogni volo per giorni interi, passando il tuo tempo in attesa di una informazione (o di una scusa) che non arriverà. E d'altra parte, come potrebbe essere diversamente, se questo è l'unico Paese in cui una compagnia aerea di Stato, tecnicamente fallita per non aver saputo stare sul mercato, è stata privatizzata regalandole il Monopolio, e così costringendo i suoi vertici alla paralisi di fronte a dipendenti che non crederanno mai più di essere a rischio.
OAS_RICH('Middle');
Credimi, se ti guardi intorno e se giri un po', non troverai molte ragioni per rincuorarti. Incapperai nei destini gloriosi di chi, avendo fatto magari il taxista, si vede premiato - per ragioni intuibili - con un Consiglio di Amministrazione, o non sapendo nulla di elettricità, gas ed energie varie, accede imperterrito al vertice di una Multiutility. Non varrà nulla avere la fedina immacolata, se ci sono ragioni sufficienti che lavorano su altri terreni, in grado di spingerti a incarichi delicati, magari critici per i destini industriali del Paese. Questo è un Paese in cui nessuno sembra destinato a pagare per gli errori fatti; figurarsi se si vorrà tirare indietro pensando che non gli tocchi un posto superiore, una volta officiato, per raccomandazione, a qualsiasi incarico. Potrei continuare all'infinito, annoiandoti e deprimendomi. Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi, prenda la strada dell'estero. Scegli di andare dove ha ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati. Probabilmente non sarà tutto oro, questo no. Capiterà anche che, spesso, ti prenderà la nostalgia del tuo Paese e, mi auguro, anche dei tuoi vecchi. E tu cercherai di venirci a patti, per fare quello per cui ti sei preparato per anni. Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi. Tu hai diritto di vivere diversamente, senza chiederti, ad esempio, se quello che dici o scrivi può disturbare qualcuno di questi mediocri che contano, col rischio di essere messo nel mirino, magari subdolamente, e trovarti emarginato senza capire perché.
Adesso che ti ho detto quanto avrei voluto evitare con tutte le mie forze, io lo so, lo prevedo, quello che vorresti rispondermi. Ti conosco e ti voglio bene anche per questo. Mi dirai che è tutto vero, che le cose stanno proprio così, che anche a te fanno schifo, ma che tu, proprio per questo, non gliela darai vinta. Tutto qui. E non so, credimi, se preoccuparmi di più per questa tua ostinazione, o rallegrarmi per aver trovato il modo di non deludermi, assecondando le mie amarezze. Preparati comunque a soffrire.
Con affetto, tuo padre
mercoledì 10 giugno 2009
Ricominciare
E ORA TOCCA A VOI BATTERVI
"E ora tocca a voi battervi
gioventu' del mondo;
siate intransigenti
sul dovere di amare.
Ridete di coloro
che vi parleranno di prudenza,
di convenienza,
che vi consiglieranno
di mantenere
il giusto equilibrio.
La piu' grande disgrazia
che vi possa capitare
e' di non essere utili a nessuno,
e che la vostra vita
non serva
a niente."
[Raoul Follereau]
"E ora tocca a voi battervi
gioventu' del mondo;
siate intransigenti
sul dovere di amare.
Ridete di coloro
che vi parleranno di prudenza,
di convenienza,
che vi consiglieranno
di mantenere
il giusto equilibrio.
La piu' grande disgrazia
che vi possa capitare
e' di non essere utili a nessuno,
e che la vostra vita
non serva
a niente."
[Raoul Follereau]
giovedì 4 giugno 2009
Ultimi giorni, nessuna svendita!
Ultimi giorni di campagna elettorale prima delle elezioni. Campagna elettorale che ho sentita MIA anche da lontano.
Perche' ci sono amiche che ti hanno sostenuto sempre, quando toccava a te, e adesso arriva il tuo turno di contribuire dalle retrovie.
Perche' ci sono persone con cui hai passato tante serate degli ultimi 5 anni a discutere, immaginare, sognare e spesso realizzare, e non li puoi abbandonare solo perche' stavolta non e' il tuo turno.
Perche' a Brembio voglio tornare sicura che resti sempre "BrembioMia", e che se e quando decidessi di tornare, non debba trovare un paese diverso da come me lo ricordo. O per lo meno, nel dubbio, che migliori!
Perche' 5 anni in Provincia ti lasciano un sentimento di affetto per le problematiche toccate, i progetti realizzati, le persone incrociate.
Perche' ci sono visioni diverse rispetto al futuro, e la diversita' la rispetto.
Ma non rispetto la rozzezza, la mancanza di lungimiranza, la strumentalizzazione, l'assoluta assenza di umilta'.
Non mi piace il celodurismo, cosi come l'egoismo di certe posizioni.
Non mi piace essere stata educata ad aprirmi al mondo, e la mia storia personale ne e' un chiaro esempio, e vedere che il mio paese, la mia provincia, l'Italia potrebbero (e talvolta, vedi a livello nazionale, lo sono) essere ancora piu' chiusi, ancora piu' isolati, ancora piu' ingiusti, ancora meno democratici di adesso.
Per tutto questo, non ho ancora cambiato la residenza e questo fine settimana torno a votare.
E non nascondo nessuno dei miei voti:
-al Comune votero' la lista numero 3, Comune Popolare Solidale, e la mia preferenza (non me ne vogliano gli altri, ma ci sono affetti che stanno dentro noi da sempre) andra' a VALENTINA CASELLA. E' brava, e' volenterosa, e' giovane, e' donna, e si e' imbarcata in questo viaggio con un entusiasmo che a tali livelli ha espresso per ben poche altre cose. So che ci crede davvero, e che e' consapevole delle difficolta' future, perche' le ha vissute con me in passato, e perche' non gliele ho nascoste. La ragazza e' attrezzata, dunque. Ci aspettiamo grandi cose. VOTATELA, FATELA VOTARE. Brembiesi, fate una croce sulla lista numero 3, Comune Popolare Solidale, e scrivete VALENTINA CASELLA di fianco.
-in Provincia, il mio voto va al PD e a Felissari. Senza se e senza ma. E' stato il mio Presidente. E mi auguro lo sara' anche per Margherita Fusar Poli, giovane candidata del mio collegio a cui idealmente passo il testimone. Brembiesi, Livraghini, Oriesi e abitanti di Ospedaletto Lodigiano (come si chiameranno???): votate PD. Permetterete a Margherita e al Presidente Felissari di lavorare per noi e per un Lodigiano ancora vicino alle nostre esigenze.
-l'Europa e' un capitolo importante, che spesso sottovalutiamo. Io voto PD. Ed esprimero' con convinzione le mie tre preferenze della lista Nord-Ovest: la prima va ad ANTONIO PANZERI, europarlamentare uscente, il solo che abbia mai conosciuto, a dirla tutta. Ha partecipato alla mia campagna per le primarie in una bella serata a Lodi, e' venuto alla Festa Democratica lo scorso anno a Brembio,e quest'anno di nuovo a Brembio per sostenere la nostra lista al Comune. E' una persona seria e presente. Brembio deve sostenerlo.
La seconda preferenza va ad IVAN SCALFAROTTO. Perche' rappresenta il nuovo, eppure "bazzica" in politica da un po'. Perche' le sue battaglie, partendo da un piano personale, renderanno il nostro paese piu' civile e democratico. Perche' faceva parte del PD di Londra, e dunque e' il mio personale collegamento tra l'adesso, il prima e il poi.
La terza preferenza, cercata documentandomi tra gli altri candidati in lista, va a FRANCESCA BALZANI, assessore al bilancio del comune di Genova. Non voglio per forza scegliere una lombarda, non e’ nello spirito europeo. Voglio scegliere una donna italiana che ha studiato, lavorato, si e’ scontrata con le difficolta’ del mondo, ha amato, fatto figli e si e’ dedicata agli altri. Francesca e’ un bell’esempio. Ho letto come si descrive nel suo sito. E l’ho sentita mia amica, simile a me nell’approccio alla vita, nelle cose che fa, nelle cose che spera (http://www.francescabalzani.it/symcms/web/symcms/showpag/index/page_id/interessi/menu_id/5)
E non dimenticatelo mai: votare e’ un diritto, ma sentitelo anche come dovere morale. Fatevene carico. Siate responsabili del vostro mondo. Parole che diciamo da tempo, ma che mai puzzano di naftalina, finche’ le usi invece di metterle in fondo all’armadio dei tuoi valori.
Perche' ci sono amiche che ti hanno sostenuto sempre, quando toccava a te, e adesso arriva il tuo turno di contribuire dalle retrovie.
Perche' ci sono persone con cui hai passato tante serate degli ultimi 5 anni a discutere, immaginare, sognare e spesso realizzare, e non li puoi abbandonare solo perche' stavolta non e' il tuo turno.
Perche' a Brembio voglio tornare sicura che resti sempre "BrembioMia", e che se e quando decidessi di tornare, non debba trovare un paese diverso da come me lo ricordo. O per lo meno, nel dubbio, che migliori!
Perche' 5 anni in Provincia ti lasciano un sentimento di affetto per le problematiche toccate, i progetti realizzati, le persone incrociate.
Perche' ci sono visioni diverse rispetto al futuro, e la diversita' la rispetto.
Ma non rispetto la rozzezza, la mancanza di lungimiranza, la strumentalizzazione, l'assoluta assenza di umilta'.
Non mi piace il celodurismo, cosi come l'egoismo di certe posizioni.
Non mi piace essere stata educata ad aprirmi al mondo, e la mia storia personale ne e' un chiaro esempio, e vedere che il mio paese, la mia provincia, l'Italia potrebbero (e talvolta, vedi a livello nazionale, lo sono) essere ancora piu' chiusi, ancora piu' isolati, ancora piu' ingiusti, ancora meno democratici di adesso.
Per tutto questo, non ho ancora cambiato la residenza e questo fine settimana torno a votare.
E non nascondo nessuno dei miei voti:
-al Comune votero' la lista numero 3, Comune Popolare Solidale, e la mia preferenza (non me ne vogliano gli altri, ma ci sono affetti che stanno dentro noi da sempre) andra' a VALENTINA CASELLA. E' brava, e' volenterosa, e' giovane, e' donna, e si e' imbarcata in questo viaggio con un entusiasmo che a tali livelli ha espresso per ben poche altre cose. So che ci crede davvero, e che e' consapevole delle difficolta' future, perche' le ha vissute con me in passato, e perche' non gliele ho nascoste. La ragazza e' attrezzata, dunque. Ci aspettiamo grandi cose. VOTATELA, FATELA VOTARE. Brembiesi, fate una croce sulla lista numero 3, Comune Popolare Solidale, e scrivete VALENTINA CASELLA di fianco.
-in Provincia, il mio voto va al PD e a Felissari. Senza se e senza ma. E' stato il mio Presidente. E mi auguro lo sara' anche per Margherita Fusar Poli, giovane candidata del mio collegio a cui idealmente passo il testimone. Brembiesi, Livraghini, Oriesi e abitanti di Ospedaletto Lodigiano (come si chiameranno???): votate PD. Permetterete a Margherita e al Presidente Felissari di lavorare per noi e per un Lodigiano ancora vicino alle nostre esigenze.
-l'Europa e' un capitolo importante, che spesso sottovalutiamo. Io voto PD. Ed esprimero' con convinzione le mie tre preferenze della lista Nord-Ovest: la prima va ad ANTONIO PANZERI, europarlamentare uscente, il solo che abbia mai conosciuto, a dirla tutta. Ha partecipato alla mia campagna per le primarie in una bella serata a Lodi, e' venuto alla Festa Democratica lo scorso anno a Brembio,e quest'anno di nuovo a Brembio per sostenere la nostra lista al Comune. E' una persona seria e presente. Brembio deve sostenerlo.
La seconda preferenza va ad IVAN SCALFAROTTO. Perche' rappresenta il nuovo, eppure "bazzica" in politica da un po'. Perche' le sue battaglie, partendo da un piano personale, renderanno il nostro paese piu' civile e democratico. Perche' faceva parte del PD di Londra, e dunque e' il mio personale collegamento tra l'adesso, il prima e il poi.
La terza preferenza, cercata documentandomi tra gli altri candidati in lista, va a FRANCESCA BALZANI, assessore al bilancio del comune di Genova. Non voglio per forza scegliere una lombarda, non e’ nello spirito europeo. Voglio scegliere una donna italiana che ha studiato, lavorato, si e’ scontrata con le difficolta’ del mondo, ha amato, fatto figli e si e’ dedicata agli altri. Francesca e’ un bell’esempio. Ho letto come si descrive nel suo sito. E l’ho sentita mia amica, simile a me nell’approccio alla vita, nelle cose che fa, nelle cose che spera (http://www.francescabalzani.it/symcms/web/symcms/showpag/index/page_id/interessi/menu_id/5)
E non dimenticatelo mai: votare e’ un diritto, ma sentitelo anche come dovere morale. Fatevene carico. Siate responsabili del vostro mondo. Parole che diciamo da tempo, ma che mai puzzano di naftalina, finche’ le usi invece di metterle in fondo all’armadio dei tuoi valori.
venerdì 22 maggio 2009
Vorrei essere tua madre
Ogni volta che ascolto questa canzone, mi vengono i brividi. Poesia pura.
Per amarti senza amare prima me
vorrei essere tua madre...
Per vedere anche quello che non c'è
con la forza di una fede.
Per entrare insieme
nel poema del silenzio
dove tu sei tutto quello che sento.
...
Vorrei essere tua madre
per guardarti senza voglia,
per amarti d'altro amore
e abitare la tua stanza
senza mai spostare niente,
senza mai fare rumore:
prepararti il pranzo
quando torni e non mi guardi,
ma riempire tutti i tuoi ricordi.
...
Vorrei essere tua madre anche per questo,
e mille e mille altre ragioni:
ti avrei visto molto prima, molto presto,
e avrei scritto più canzoni.
Forse ti avrei messo in testa qualche dubbio in più,
cosa che non hai mai fatto tu...
Forse ti avrei fatto pure piangere di più,
ma non hai scherzato neanche tu...
[R. Vecchioni]
Per amarti senza amare prima me
vorrei essere tua madre...
Per vedere anche quello che non c'è
con la forza di una fede.
Per entrare insieme
nel poema del silenzio
dove tu sei tutto quello che sento.
...
Vorrei essere tua madre
per guardarti senza voglia,
per amarti d'altro amore
e abitare la tua stanza
senza mai spostare niente,
senza mai fare rumore:
prepararti il pranzo
quando torni e non mi guardi,
ma riempire tutti i tuoi ricordi.
...
Vorrei essere tua madre anche per questo,
e mille e mille altre ragioni:
ti avrei visto molto prima, molto presto,
e avrei scritto più canzoni.
Forse ti avrei messo in testa qualche dubbio in più,
cosa che non hai mai fatto tu...
Forse ti avrei fatto pure piangere di più,
ma non hai scherzato neanche tu...
[R. Vecchioni]
lunedì 30 marzo 2009
Ciao, Edo...
giovedì 26 marzo 2009
Poesia delle 6 di sera
L’uomo che mi ami
dovrà saper aprire il velo della pelle,
scoprire la profondità dei miei occhi
e conoscere quello che si annida in me,
la rondine trasparente della tenerezza.
L’uomo che mi ami
non vorrà possedermi come una mercanzia,
né esibirmi come un trofeo di caccia,
saprà stare al mio fianco
con lo stesso amore
con il quale io starò al suo.
L’uomo che mi ami
potrà trovare in me
l’amaca dove riposare
il pesante fardello delle sue preoccupazioni,
l’amica con cui dividere i suoi segreti più intimi,
il lago dove nuotare
senza paura a che l’ancora del compromesso
gli impedisca di volare quando gli succeda d’essere uccello.
L’uomo che mi ami
farà poesia con la sua vita,
costruendo ogni giorno
con lo sguardo posto al futuro.
L’uomo che mi ami
riconoscerà il mio viso nella trincea
ginocchio in terra mi amerà
mentre spariamo insieme
contro il nemico.
L’amore del mio uomo
non vorrà definirmi o etichettarmi,
mi darà aria, spazio,
alimento per crescere ed essere migliore,
come una Rivoluzione
che faccia di ogni giorno
l’inizio di una nuova vittoria.
[Gioconda Belli]
dovrà saper aprire il velo della pelle,
scoprire la profondità dei miei occhi
e conoscere quello che si annida in me,
la rondine trasparente della tenerezza.
L’uomo che mi ami
non vorrà possedermi come una mercanzia,
né esibirmi come un trofeo di caccia,
saprà stare al mio fianco
con lo stesso amore
con il quale io starò al suo.
L’uomo che mi ami
potrà trovare in me
l’amaca dove riposare
il pesante fardello delle sue preoccupazioni,
l’amica con cui dividere i suoi segreti più intimi,
il lago dove nuotare
senza paura a che l’ancora del compromesso
gli impedisca di volare quando gli succeda d’essere uccello.
L’uomo che mi ami
farà poesia con la sua vita,
costruendo ogni giorno
con lo sguardo posto al futuro.
L’uomo che mi ami
riconoscerà il mio viso nella trincea
ginocchio in terra mi amerà
mentre spariamo insieme
contro il nemico.
L’amore del mio uomo
non vorrà definirmi o etichettarmi,
mi darà aria, spazio,
alimento per crescere ed essere migliore,
come una Rivoluzione
che faccia di ogni giorno
l’inizio di una nuova vittoria.
[Gioconda Belli]
martedì 10 febbraio 2009
Un padre
D'accordo con Ezio Mauro (clicca), su Repubblica, che spiega come anche chi non ha saputo condividere non abbia il diritto di giudicare.
lunedì 9 febbraio 2009
Ciao Eluana
"Accadono cose che sono come domande.
Passa un minuto, oppure anni, e poi la Vita risponde."
[A. Baricco]
Perche' la morte fa parte della vita, come dicevi tu.
In tempo, per riaffermarlo con forza.
Ciao Eluana.
Passa un minuto, oppure anni, e poi la Vita risponde."
[A. Baricco]
Perche' la morte fa parte della vita, come dicevi tu.
In tempo, per riaffermarlo con forza.
Ciao Eluana.
lunedì 19 gennaio 2009
Blue Monday???
Da uno di quei calcoli fatti da qualche studioso inglese (che dovrebbe utilizzare I soldi dei contribuenti per ben altro), oggi, 19 gennaio 2009, sarebbe la giornata piu’ depressa/triste/difficile dell’anno. Per quest’anno. Giornata che ogni anno cambia, ma cade sempre in gennaio ed e’ calcolata sulla base del tempo atmosferico, del livello dei debiti, dei giorni che ci separano dal prossimo Natale, della presa di coscienza che i buoni propositi di inizio d'anno sono già finiti nel dimenticatoio, dei bassi livelli motivazionali e amenita’ simili.
Ora, a parte che il calcolo e’ tutto da dimostrare, ha un nonsoche’ di “fattucchiero” e implica una serie di variabili tali per cui il valore potrebbe essere riconosciuto solo in alcuni/pochi paesi del mondo (non ovunque fa freddo, non ovunque si festeggia il Natale, e i miei buoni propositi ricominciano da oggi, essendo lunedi, quindi motivazione a mille per le prossime 16 ore!), la notizia oggi ha creato in me la reazione contraria. Oggi non sono poi molto depressa. E non lo sono piu’ di lunedi scorso. Cerco di ascoltare me stessa e le sensazioni che sento, e mi dico che non e’ poi malaccio, anche se il mio oroscopo di oggi potrebbe essere accusato di terrorismo psicologico e la sveglia ha suonato impietosa alle 6.45 (il Monday morning meeting, questo spauracchio che rovina le nostre domeniche sera). Stamane pioveva, ma dopo un week-end assolato ci puo’ stare. Ed ora il sole sta facendo capolino sulle sponde del Tamigi. Ieri sono andata in palestra, quindi stasera me ne sento esentata, ed e’ quasi giorno di paga. Il cessate il fuoco a Gaza sembra tenere, e domani Obama si insedia ufficialmente. Non dico che e’ magnifico che sia lunedi, ma non me la sento nemmeno di sputarci sopra!
Ora, a parte che il calcolo e’ tutto da dimostrare, ha un nonsoche’ di “fattucchiero” e implica una serie di variabili tali per cui il valore potrebbe essere riconosciuto solo in alcuni/pochi paesi del mondo (non ovunque fa freddo, non ovunque si festeggia il Natale, e i miei buoni propositi ricominciano da oggi, essendo lunedi, quindi motivazione a mille per le prossime 16 ore!), la notizia oggi ha creato in me la reazione contraria. Oggi non sono poi molto depressa. E non lo sono piu’ di lunedi scorso. Cerco di ascoltare me stessa e le sensazioni che sento, e mi dico che non e’ poi malaccio, anche se il mio oroscopo di oggi potrebbe essere accusato di terrorismo psicologico e la sveglia ha suonato impietosa alle 6.45 (il Monday morning meeting, questo spauracchio che rovina le nostre domeniche sera). Stamane pioveva, ma dopo un week-end assolato ci puo’ stare. Ed ora il sole sta facendo capolino sulle sponde del Tamigi. Ieri sono andata in palestra, quindi stasera me ne sento esentata, ed e’ quasi giorno di paga. Il cessate il fuoco a Gaza sembra tenere, e domani Obama si insedia ufficialmente. Non dico che e’ magnifico che sia lunedi, ma non me la sento nemmeno di sputarci sopra!
martedì 23 dicembre 2008
Bastano dieci minuti al telefono...
...coi miei ex-colleghi-amici, per ritrovare la solita sintonia. E far si' che Natale sia un po' piu' Natale.
Grazie ragazzine/i/ E' sempre bello sentirvi.
Grazie ragazzine/i/ E' sempre bello sentirvi.
martedì 9 dicembre 2008
Sara' un anno davvero nuovo...
"Ricorderai d'avermi atteso tanto,
e avrai negli occhi un rapido sospiro."
[G. Ungaretti]
A una delle mie vere-amiche-di-sempre, che ieri sera mi ha dato una meravigliosa notizia e qualche preoccupazione. Tengo le dita incrociate e sono con te, anche da lontano.
Non vedo l'ora di abbracciarvi.
e avrai negli occhi un rapido sospiro."
[G. Ungaretti]
A una delle mie vere-amiche-di-sempre, che ieri sera mi ha dato una meravigliosa notizia e qualche preoccupazione. Tengo le dita incrociate e sono con te, anche da lontano.
Non vedo l'ora di abbracciarvi.
giovedì 27 novembre 2008
Un passo indietro
L'ho scritto qualche post fa: sono/siamo in un'eta' in cui e' naturale che la maggior parte di noi abbia un figlio, o ci pensi, o ci speri. E pensando ai tanti figli che verranno al mondo nei prossimi anni, pensando ai figli che forse avro', forse no, ho sempre in mente l'emozionante chiusura della lettera che Margaret Mazzantini scrisse a Piero Fassino, nel momento in cui abbraccio' l'idea del Partito Democratico. La Mazzantini diceva, in quella lettera, che si doveva fare questo passo per noi, per il Paese, ma soprattutto per i figli: "Perche' poi loro dovranno affrontarlo allo scoperto il mondo, e provare a fare quello che hanno sempre fatto i figli per diritto naturale, un passo in avanti rispetto ai loro padri."
Pensando alla tragica condizione economica mondiale, e guardando attonita per ore, ieri sera, sulla CNN, le immagini che arrivavano da Mumbai...no, non solo non e' il miglior mondo possibile, quello che stiamo preparando loro, ma e' addirittura peggiore di quello che attendeva i nostri nonni e bisnonni. Temo fortemente che siamo l'ultima generazione ad aver fatto un passo in avanti rispetto ai nostri padri. Ai nostrti figli stiamo dando in eredita' un mondo senza lavoro, povero, economicamente e per cultura, violento e pericoloso. Ogni bimbo merita che gli siano garantite due cose, alla nascita: sicurezza e opportunita'. Attualmente non possiamo garantirne nessuna. E sono dieci passi indietro che facciamo, in una sola generazione.
Pensando alla tragica condizione economica mondiale, e guardando attonita per ore, ieri sera, sulla CNN, le immagini che arrivavano da Mumbai...no, non solo non e' il miglior mondo possibile, quello che stiamo preparando loro, ma e' addirittura peggiore di quello che attendeva i nostri nonni e bisnonni. Temo fortemente che siamo l'ultima generazione ad aver fatto un passo in avanti rispetto ai nostri padri. Ai nostrti figli stiamo dando in eredita' un mondo senza lavoro, povero, economicamente e per cultura, violento e pericoloso. Ogni bimbo merita che gli siano garantite due cose, alla nascita: sicurezza e opportunita'. Attualmente non possiamo garantirne nessuna. E sono dieci passi indietro che facciamo, in una sola generazione.
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