Visualizzazione post con etichetta Around the world. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Around the world. Mostra tutti i post

lunedì 26 marzo 2012

India

Settimana negli uffici di Gurgaon, Nuova Delhi, per fare training ai nuovi recruiter che cominciano questa settimana.

Tutto diverso, qui, un altro mondo.

Odori diversi, sapori diversi, suoni concitati, clacson e traffico. Gentilezza estrema. Caldo.



Facevo colazione stamane dal settimo piano del nostro europeissimo hotel, e osservavo la vita succedere per strada. Mille diversi quadri di vita. Traffico. Donne in sari che attraversavano la strada, facendomi pensare ogni 10 secondi che una di loro sarebbe stata investita. Botteghini su strada che vendono cibo (no, mamma, che non mangio e bevo nulla di dubbia origine - davvero il nostro sistema immunitario andrebbe in tilt).

E pensavo che davvero la felicita' ha a che fare con le aspettative che ti dai. Queste persone non sanno, forse, di un'altra vita possibile, e non la possono sperimentare. E quindi sono felici cosi.

Davvero, stare qui mi fa capire che essere felici e' semplicemente giocarti il gioco della vita col mazzo di carte che ti e' stato dato. Ne' piu' ne' meno.

E non smettere mai di giocare. Anche quando e' difficile. E non smettere mai di cercare di vincere. Anche quando ti sembra che hai tutto quello che nella vita desideravi.



E pensavo anche che certi mazzi di carte si assomigliano in modo spaventoso, anche a migliaia di chilometri di distanza. Osservavo il nostro team di recruiters indiani in meeting col mio ex manager, stamane. E non sono in nulla diversi dal mio team di Londra. La stessa energia. Le stesse aspettative. Le stesse capacita'. Lo stesso senso dell'umorismo.

Differenze e somiglianze.


venerdì 4 novembre 2011

Viaggio

Travelers never think that they are the foreigners. (MC)

I viaggiatori non pensano mai che gli stranieri sono loro. (MC)

giovedì 3 novembre 2011

Edinburgh

Era l'ultimo dell'anno di un paio di anni fa. Faceva freddo ed ho un ricordo sfuocato del tutto. Capodanno di strada. Musica, bancarelle, fuochi d'artificio.

La Malli torna ad Edimburgo. Per vedere se e' vero che in Scozia piove sempre.

mercoledì 26 ottobre 2011

Mi ci son voluti 3 anni!

Questo il tempo impiegato per mandare all'anagrafe degli italiani residenti all'estero la richiesta di cambio residenza.
Fatta esattamente 2 minuti fa.
Perche' tutto sto tempo? Non lo so.
Il procedimento non e' complicato. Si puo' fare via mail. E' piuttosto immediato. Non servono documenti particolari.
E' solo che...la pigrizia, il non fare qualcosa che ha il sapore di definitivo, e anche, perche' no, il volersi sentire piu' in vacanza che in un'altra vita proprio.

Ecco, l'ho fatto. Ho deciso ieri, e cosi', in mezz'ora, ho compilato e raccolto quanto dovevo.
Come mi sento ora? Uguale a prima.
Solo che...votero' qui, e sono da oggi a tutti gli effetti una di quelle che rientrano nelle statistiche dei cuori in fuga. Che lo si sa bene, non e' stato il cervello a portarmi qui (anche se ha poi fatto comodo!)

giovedì 20 ottobre 2011

Se domani il mondo finisse...

...come predisse un profeta riguardo al 21 ottobre, cosa fareste oggi?

Credo poche cose diverse.
Sono a casa, dove posso essere Malli e nient'altro. Che a volte e' estremamente liberatorio.
Mi sono sbaciucchiata all'infinito mio nipote Edolo, e ho avuto la gioia di avere meravigliosi sorrisi in cambio, dopo i primi 5 minuti di studio della mia fisionomia (della serie "Questa devo averla vista da qualche parte...e' una tipa bizzarra...si', ma dove???")
Ho modo di passare del tempo con mia nonna, che non sta bene. Di ridarle parte dell'amore che per 36 anni mi ha dato, sotto forma di coccole, aiuto, sorrisi. Ed e' qualcosa che fa bene soprattutto a me. E' un debito che mai sentiro' di avere ripagato, ma posso cercare di saldare, almeno in parte.
Sono qui, con la famiglia che mi e' capitata, e che amo per come e', e che e' sempre prevedibilmente uguale a se stessa, nonostante il tempo che passa.

Mi mancherebbe un abbraccio con qualche amico e qualche amica che ci sono sempre, nei momenti di bisogno emotivo. Anche a distanza. Anche solo col pensiero.
Mi mancherebbe un sorriso di Louis. Vederlo crescere.
E piu' di tutto, vorrei un abbraccio di Gian, una chiacchiera a modo nostro, una risata di quelle vere che solo lui sa farmi scaturire dall'angolo piu' nascosto del mio cuore.

E a dirla tutta, nient'altro.

martedì 16 agosto 2011

Barbados

Di ritorno da Barbados (e non "dalle Barbados", che nonostante la esse finale, Barbados e' un'isola sola e non c'e' modo che si moltiplichi) con un po' di eritema da sole, i soliti 2 chili in piu' da troppo cibo, relax e belle foto. Ne metto qualcuna di seguito, in ordine sparso...spero che trasmettano quanto la vacanza sia stata bella, Gian divertente e dolce, come suo solito, nonostante la fama che ama costruirsi, e gli amici con noi facili e pronti a ridere (spesso di me, ma si sa che sono Malli-la-Matta soprattutto in vacanza). Bello, facile, come bere un bicchier d'acqua, e senza un graffio di ruggine...


















giovedì 4 agosto 2011

Meno 4...e l'ultimo sara' con gioia!

4 risvegli e poi si parte. Al quinto risveglio si andra' a Gatwick e uno splendido aereo della Virgin ci portera' alle Barbados.
Amo volare con la Virgin. E' successo solo una volta (Miami, 2005, credo) ma e' stata une bellissima esperienza. Innanzitutto il cibo e' commestibile. Non che per una come me faccia la differenza (mangio ovunque, qualunque cosa e con gusto). Prima di partire, ma gia' cinturati, stavamo gia' brindando alla vacanza con una birra freschissima. La scelta dei film da guardare e' meravigliosa. E i giochini online incredibilmente divertenti. Gian, quella volta, mi aveva persa come compagna di viaggio per le 9 ore del volo.
E teme possa succedere uguale stavolta.
Le previsioni del tempo non sono granche'. Ma fara' caldo. E giuro che staro' sdraiata sulla spiaggia anche sotto la pioggia. E' la mia vacanza, e andra' come programmato.

Ci si sente fra 10 giorni. Con un po' di abbronzatura, un po' di stress in meno, e un paio di chiletti in piu'. Ahime'.

domenica 24 luglio 2011

Revolucion

Weekend a Madrid andato benissimo. Che con la Mau ho fatto piu' viaggi che con Gian, anche se spesso per lavoro, e ci incastriamo come la chiave e la serratura, o il pongo nelle formine. Insomma, tutto facile e divertente, grandi risate, Madrid calda (molto per la Malli, non troppo per la Mau), km e km macinati a piedi (con la Mau stupita da quanto la Malli, per questa volta, si sia presentata all'appuntamento sana e in forma), una jacuzzi meravigliosa ad accoglierci la sera e rilassare i muscoli delle gambe contratti, tante dormite. Insomma, tutto bello e da rifare.

Solo che. Ogni volta che viaggio low cost, e' terribile. Ryanair nettamente piu' di easyJet, ma comunque entrambe le compagnie irragionevoli. Nello specifico, easyJet almeno non pone limiti di peso per il bagaglio a mano, che se ti vuoi portare un lingotto di uranio impoverito (tanto per dire, qualcosa che pesa tanto...), se ne fregano - purche' tu abbia un solo pezzo di bagaglio a mano. Che va benissimo.
Io mi presento col mio trolleyno rosa, molto mini, e una borsettina a tracolla piatta, in cui metto passaporto, soldi e un libro.
All'imbarco mi dicono di inserirlo nel trolley. Mostro il contenuto: la carta di imbarco la devo mostrare sull'aereo, il libro lo devo leggere, i soldi li devo usare nel caso mi venga fame. Nulla da fare. Con la stoltezza delle loro regole, mi fanno inserire la borsa in valigia (si noti che per atto di ribellione, mi sono tenuta il contenuto della borsa in mano). Poi, in maniera ostentata, perche' quando mi innervosisco sono terribile, mi sono fermata al mio posto, ho aperto il trolley, tirato fuori la borsa, richiuso e messo nella cappelliera. All'hostess che mi guardava perche' formavo la fila, ho detto che se le regole fossero ragionevoli, io non avrei formato nessuna fila.
Arrivata a Madrid, lo raccontavo alla Mau e lei attribuiva questi miei atteggiamenti a uno spirito rivoluzionario innato. Non so. So solo che quando le regole diventano stupidita' collettiva, non so stare ferma. Devo provocare.

E di nuovo stasera, al rientro, ne ho dato prova.
Infilo tutto nel trolley, anche la borsa a sto giro, lasciando uscire pero' la tracolla, come atto di sfida.
Una hostess, in fase di imbarco, dice che dobbiamo imbarcare anche le borse a mano perche' c'e' poco posto sull'aereo. Spiego (assieme ad altri) che la mia valigia non ha il lucchetto - e lei, faccia da pesce lesse, mi dice di togliere le cose di valore. Detto-fatto. Tolgo dal trolley una borsa gigante che mi hanno dato mentre acquistavo una maglietta da Custo, e in sequenza la rimepio con: la mia borsetta a tracolla con soldi e documenti, bottiglietta d'acqua, macchina fotografica, un paio di magliette di Custo - che c'hanno il loro valore, col prezzo che hanno, un libro, che ha sempre un valore sentimentale per me, il caricatore del telefono, che ha un valore irrinunciabile.
Lascio poi il trolley in ingresso dell'aereo, e la hostess vede che ho rovesciato praticamente il contenuto del trolley nella borsa. E' colpa mia se tutto per me ha valore?

Grazie al cielo, il trolley e' rimasto sull'aereo con me. Ma giuro: se questa e' una guerra a chi molla dopo, easyJet ha trovato filo da torcere!!!

giovedì 21 luglio 2011

Tempo

Piove. Ancora. Come se fosse da sempre.
E voglio sfatare questo falso mito: non e' che a Londra piova sempre sempre. Ma quando comincia, non si ferma piu'.
Non c'e' stata estate, per nulla. No caldo, no sole. Un pochetto ad Aprile, tanto per farci sperare in un'estate vera, e poi di nuovo indietro, nella tanto temuta stagione di mezzo. Che non passa mai.
Come non passano i vestiti. Sempre quelli. Scuri, perche' a vestirsi colorata fa strano. E pesanti. Che fa freddo - tranne che in metropolitana.
E non passa il colorito grigio topo. Che tengo a bada con un sacco di maschere. E con una lampada ogni tanto.

Domani parto per Madrid. 3 giorni di chiacchiere, tapas e soprattutto sole. Non smetto di ridere, da quando ho visto le previsioni del tempo. Un sole giallo, splendente, per 3 giorni di fila. Quasi da aver paura. Che la scorsa volta che sono andata con la Mau in terra spagnola, sono svenuta in spiaggia e lei ha chiamato la guardia medica. Io ho promesso di non farlo piu'. Lei ha promesso di partire con sali minerali a portata di mano. Si sa mai.

domenica 1 maggio 2011

Amo sudare!

Ultima giornata di caldo, sole, eritema e sudore a Dubai. E potrei farne altre 7 senza colpo ferire.


Il fatto e' che dopo quasi 3 anni di Londra, uscire all'aperto e sentire la ventata di aria calda che ti avvolge strappa un sorriso; vedere le braccia coperte da un eritema che sembrava perso nella memoria clinica di anni fa genera un moto di leggera e compiaciuta sorpresa, della serie "Sono ancora io, certe cose non cambiano mai!"; sentire la gocciolina di sudore che scende lungo la schiena fa ridere sguaiatamente perche' era una sensazione che avevo rimosso. Insomma, a me sto caldo (ok, e' il caldo di fine aprile, nulla a che vedere con quello che qui succedera' da un mese a questa parte, dove pare che nei giorni piu' caldi sia impossibile immergersi nell'acqua del mare, tanto e' bollente) piace. Punto. Ci voleva proprio.




E dunque stasera (stanotte) ci apprestiamo a lasciare Dubai. Dove ero arrivata con poche aspettative. Che tutt'ora non e' un posto che ti fa innamorare, ma dove trovi un ritmo diverso, esperienze nuove, e curiosita'. Una facilita' di vita che non pensavi. Tanti expats (espatriati) felicissimi di vivere qui (dove peraltro non si pagano le tasse!) E momenti che mi portero' sempre dentro. Il viaggio in jeep sulle dune del deserto, a prova di infarto. Il deserto, che la prima volta che lo vedi ti ammalia e ti rapisce il cuore. Una serata sotto le stelle tra danza del ventre, incensi e carne alla griglia. La torre Khalifa, la torre piu' alta del mondo. Deira, i Souks (mercati) del pesce, dell'oro, delle spezie. I Mall - supermercati giganti con all'interno piu' di 400 negozi. Le fontane danzanti. La limonata con menta. Il matrimonio reale visto su un megaschermo in spiaggia. Felice di essere qui piuttosto che nel caos di Londra (e motivo per il quale l'idea di questa vacanza e' nata...)



E io e Gian, che abbiamo potuto adattarci a questo ritmo lento e dormire e decidere cosa fare senza programmi, solo come ci veniva. Che e' forse la cosa che ci viene meglio.



giovedì 21 aprile 2011

Paese che (du)bai, usanza che trovi...

...e la Malli non sa davvero cosa aspettarsi da questa sorta di Vegas orientale, ammiccante all'occidente ma immersa nel deserto dal quale e' nata.



E quindi non ha aspettative, ne' programmi. Si parte domenica - e non vede l'ora.







Qualche domanda frulla nella sua testa, e nessuna di capitale importanza. Cose del tipo: posso mettermi la maglietta senza maniche? Devo nascondere il fatto che io e il Giannulo non solo non siamo sposati, ma siamo decisi ad amarci per tutta la vita (sempresempresempre e per seeeeempre, come lo minaccio io quando voglio fargli venire la dermatite) nel peccato? Dovremo camminare a 3 metri di distanza per strada, o potremo almeno tenerci per mano, ammesso che non faccia talmente caldo da lasciare le mani appicicaticce?






Insomma, nulla da restare insonne, ma qualche lecito interrogativo c'e'.



Domani mi documentero' - che oggi si finisce di lavorare.






Nel frattempo, durante la mia quotidiana sosta alla stampante per raccogliere i chili di documenti che produco, ho scoperto da tale LR, italiano che lavora qui ad Expedia, esattamente seduto a 5 metri da me, e a Dubai settimana prossima, che: 1) il mio hotel e' un hotel chic 2) il mio hotel e' un hotel ggggiovane 3) il mio hotel ha una discoteca al 7mo piano che pompa musica fino a tardi. E la cosa, lungi dal preoccuparmi, mi fa piacere. Sara' la mia seconda adolescenza che galoppa?






Insomma, prevedo materiale per questo blog. Stay tuned (che dalle nostre parti suona un po' come: restate sintonizzati!)



sabato 12 marzo 2011

Seattle val bene un jet-lag

Di rientro dagli Stati Uniti, in preparazione per Roma, lista di cose da non dimenticare di questi 5 giorni a Bellevue (luogo specifico dove la mia societa' ha sede, assieme ad Amazon, Microsoft, Starbucks - hai detto nulla!):

  • Il mio capo e' faticoso. Da ridere, ma faticoso. Pretendeva che in 10 ore di volo guardassimo lo stesso film e partendo in contemporanea, cosi' che potessimo ridere delle stesse cose e discutere di alcune scene. Grazie al cielo, sono stata salvata dal fatto che il volume della mia televisione non funzionasse. La Malli ha letto per 10 ore, finendo un bel libro. Roopesh non ha guardato la tele, per solidarieta' con la Malli. Pero' per 10 ore ha continuato a chiedermi (ovviamente senza ricevere risposta) come potessi trovare la lettura cosi' appassionante.
  • Il mio capo e' affetto da disordine ossessivo-compulsivo. In volo, mangia e poi riordina il vassoio. In maniera geometrica. E pretende che io faccia lo stesso (chi mi conosce bene sa che il mio vassoio e' un'opera d'arte di creativita' esplosiva). Poi passa il vassoio alla hostess, con faccia soddisfatta, aspettandosi i complimenti della hostess. Se arrivano, la sua giornata ha raggiunto il suo picco. Peccato che sul volo di ritorno, il signor hostess gli abbia chiesto, osservando il vassoio "E' per caso affetto da OCD (obsessive-compulsive disorder)?" Ecco, li' la giornata della Malli ha raggiunto il suo picco.
  • Gli Americani e il cibo: potrei scrivere un libro. So solo che mangiano in continuazione. A ruota libera. In porzioni giganti e mischiando gli ingredienti in maniera accumulativa e senza senso. Ho cercato di trattenere il mio sgomento di fronte a due litri di coca cola servitimi nel barattolo grande della salsa, il Bormioli, per intenderci. E appena ne bevevo un sorso, il cameriere arrivava e riempirmi di nuovo il bicchiere...ops, barattolo.
  • Il jet-lag: farsi 10 ore di volo per arrivare in un posto che e' 8 ore indietro rispetto all'orario di Londra crea scompensi impensabili. Si vivono i primi 4 giorni in una sorta di incredula sospensione. Non e' mai tempo per dormire, ma non e' mai tempo per stare svegli. E' sempre tempo di mangiare, ma sempre le cose sbagliate: un bagel con cipolla e Philadelphia a colazione, una cheese-cake gigante per cena. Si ride di tutto e di niente, si risponde alle email alle tre di notte. Si arriva in ufficio alle 6.30 del mattino pieni di energia. Si e' pronti per tornare a letto alle 8 del mattino, quando e' l'ora in cui tutti gli altri arrivano in ufficio. Un disastro. Avevo fatto cosi tante ore di volo (fino a 27, dunque 10 sono nulla, a confronto!) solo per andare in vacanza. Farle e andare a lavorare ha un che di inumano. E quando tutto sembra assestarsi e tu "prendi il giro"...e' tempo di tornare.

E lunedi Roma. 1 ora di differenza, un clima migliore, e il cibo va da se'. 2 ore e mezza di volo non dovrebbero gonfiarmi le caviglia, e soprattutto...il mio capo sta a Londra. Il mio equilibrio mentale e' salvo.

venerdì 25 febbraio 2011

Seattle

Dopo quasi due anni di lavoro ininterrotto, 7 giorni su 7, 17/18 ore su 24, la Malli verra' spedita a Seattle, quartier generale di Expedia.
Felicita' e sorpresa tra i colleghi (mica succede spesso a noi di HR di essere mandati dal "grande capo") - forse qualche lampo di invidia - subito rimesso al suo posto al solo pensiero che dovro' lavorare la notte quello che non lavorero' di giorno. Insomma, tutto ok, meravigliosa sorpresa, well done!

Se non che, con una settimana di anticipo, Roops-il-capo mi manda l'agenda della mia settimana americana. E non c'e' il tempo nemmeno per un pranzo (tipo: sandwich mentre si lavora, come sempre). Riunioni, training, meeting. E tanto da mostrare e dimostrare.

Davvero, al rientro mi conviene andare in ferie. E per i prossimi due anni, chi mi nomina Seattle come viaggio-premio...correra' il rischio che mi adoperi per farcelo andare davvero!!!

lunedì 3 gennaio 2011

My New York


- Bianca di neve della peggiore nevicata dal 1927 ad oggi. E non avere avuto ritardi o problemi di sorta.

- Nel comfort di un meraviglioso appartamento in Brooklyn Heights. E vedere Wall Street e la Statua della Liberta' dalla finestra della mia camera.

-Immersa nella comunita' italo-americana. E sentirsi quella meno italiana di tutti.

-Girare per il New Jersey con Nico e Meaghan; visitare Ellis Island, l'Empire State Building, il Rockafeller center.

-Pranzare a Little Italy, cenare a Tribeca. Decidere che se un giorno vivremo a New York, Tribeca sara' il nostro quartiere.

-Entrare da Magnolia, cafeteria di Sex and the City, e aspettarsi di trovare Carrie & co.

-Ballare con Ellie-Belly (al secolo Eleonora Esposito) e parlare con lei una lingua sconosciuta. Sapendo che in un paio d'anni parlera' inglese e italiano meglio di me.


New York mi e' piaciuta, semplicemente. Come bere un bicchiere d'acqua fresca. Semplice e conosciuta. Nonostante fosse la prima volta.
Little Italy (si capisce dal lampione!)


Rapiti dai pattinatori su ghiaccio di Central Park






Nel giardino di Nico e Meaghan, con Wall Street alle spalle


martedì 7 dicembre 2010

The End


Serata ad alta tensione ieri sera. Ebbene si, dopo due mesi di tempo libero dedicato alla visione dei Sopranos (tutte e 6 le serie), ieri sera abbiamo concluso l'ultima puntata.

Avevamo cominciato un po' freddini: una serie che parli di Mafia a New York e giochi sui luoghi comuni (Italiani d'America ecc) non ci invogliava proprio a cominciare la visione di ore ed ore di episodi, nomi da memorizzare, scene truci e violente ecc.
Ma poi chiaramente la vita di Tony Soprano, il primo Capo Mafioso in terapia psicologica, la sua famiglia cosi normale, la sua fiera italianita' ci hanno scaldati poco a poco.
Abbiamo riso di alcuni personaggi, chiuso gli occhi quando le scene erano troppo violente, sofferto per la morte di alcuni personaggi, che in una serie che parla di Mafia di personaggi ne perdi parecchi, lungo la strada.
Mi sono personalmente commossa per alcune scene, alcuni gesti delicati in netto contrasto con gli individui rappresentati, e ho sviluppato una sorta di dipendenza dai Sopranos.

Non mi sono data per vinta nemmeno quando Gian, inavvertitamente, mi ha fatto vedere 3 degli episodi dell'ultima serie, la sesta, quando ancora eravamo nel pieno della quarta, creando confusione e anticipando accadimenti posteriori.

E ieri, lo sapevamo, c'erano 3 puntate ad attenderci. Il piano era di vederne due, ma chiaramente alla fine della penultima non c'e' stato modo. Abbiamo dovuto finire il tutto.
E mai fine mi ha lasciata piu' perplessa e stupita. Piu' ci penso, piu' e' geniale.

So che in Italia la serie ha fatto poca presa, ma davvero, se ne avete la possibilita', comprate il cofanetto. Ho trascorso una 60ina di ore in assoluto, estatico rapimento.

martedì 5 ottobre 2010

Lo scorso weekend ho imparato...

...
Che amo lo jamon iberico piu' di quanto ami il risotto allo zafferano. Ne mangerei a colazione, pranzo e cena. E pure a merenda.
Che muoversi in 11 richiede pazienza, coordinazione e una buona dose di buonumore. Grazie al cielo in famiglia ne siamo tutti (chi piu', chi meno) provvisti.
Che se mai ne avessi bisogno, non prenderei mai il mio fidanzato e mio fratello come guardie del corpo.
Che a Vallcarca non ci sono ristoranti o quasi.
Che la Sagrada Familia e' una delle opere architettoniche piu' belle al mondo. Che mi faceva male il collo dallo stare col naso all'insu.
Che essere cresciuti in 6 con un bagno ha fatto passare inosservato il fatto che fossimo in 11(+1) con 2 bagni.
Che mia mamma e mio papa' ormai viaggiano in aereo con assoluta nonchalance. E mi piace pensare ai mille posti che potranno visitare d'ora in poi (anche se Lucy e' inorridita al solo nominare New York).
Che Batu ha pochissimi mesi e gia' e' stato/a in Francia e Spagna. La zia lo/a aspetta a breve a Londra.
Che essersi abituati ad una vita a 2 dopo una vita a mille e' un processo assolutamente retroattivabile: ti riabitui al casino e ad avere gente attorno in 3 secondi.
Che Barcellona e' bellissima, ma Madrid resta la mia preferita.
Che Madrid e' magica, ma a Barcellona ci sono stata con la mia famiglia - e alla fine le cose si compensano.

venerdì 20 agosto 2010

Andata e ritorno, eccome se ritorno...


Per chi non accedesse al mio profilo su Facebook, qualche immagine di Kurumba, isola meravigliosa dove ci siamo ripromessi di tornare.

























sabato 23 gennaio 2010

Back


Rientrata ieri da 2 settimane abbondanti in Nuova Zelanda e 5 giorni ad Hong Kong. Due esperienze profondamente diverse di cui spero di aver tempo di raccontare prossimamente.

Per ora, ancora un forte jet lag (a letto alle 9 ieri sera, sveglia con fame atavica alle 3, riaddormentata grazie a biscotti e valeriane alle 5, e alle 8 di nuovo sveglia e attiva) e lavoro da recuperare nel weekend, cosi da cominciare la settimana gia' focalizzata.


Lascio sotto poche foto per raccontare i momenti clou della vacanza, dal matrimonio di Tito ed Helen ai paesaggi mozzafiato in Nuova Zelanda ai grattacieli infiniti di Hong Kong.
E confermo: alla fine, non e' la meta ad essere importante, ma il viaggio. Come dicono gli inglesi, happiness is a direction, not a place. La felicita' non e' un posto, ma una direzione.


Auckland, Sky Tower e skyline


Dunedin, la famiglia Bergamaschi prima della cerimonia






Stirling, matrimonio di Tito ed Helen.
Malli legge una poesia di Pablo Neruda durante la cerimonia












Foto di famiglie mischiate


Dunedin, Gian e Tito alla ricerca dei pinguini

Finally, i pinguini!



Nel freddo dell'estate neozelandese...

Fiori neozelandesi + il fiorellino Malli

Isola di Lantau, Il Grande Buddha (e il piccolo Gian)

Victoria Peak, Hong Kong

Macao, la Malli non si orienta...

E infine, l'impagabile vista di Hong Kong di notte, che vale qualsiasi jet lag!

giovedì 31 dicembre 2009

Buoni propositi


Lo si fa sempre: si arriva alla fine dell'anno e si da' un voto all'anno passato, facendo i buoni propositi per l'anno a venire. Ora, quest'anno sono davvero in una situazione difficile. Anno passato: non saprei cosa dire e che voto dare. Un sacco di cose belle, ma anche un sacco di fatica. Mi sento ancora in corsa, nel mezzo del guado, con un bel po' di strada dietro ma anche un bel po' davanti. Sono contenta, si', ma anche tanto stanca. Sospendo la votazione, la daro' quando avro' terminato tutto quello che ora e' in corso. A casa terminata, a lavoro assestato, a ritmi di vita un po' piu' regolari.

Per questo i buoni propositi mi riescono difficili. Staro' a dieta, promesso. E soprattutto trovero' il tempo di andare in palestra. Cerchero' di rientrare piu' spesso in Italia, Lucy, o di restarci per piu' tempo quando lo faccio.

Nel 2010 nascera' anche il mio primo nipotino acquisito (se escludo i nipotini putativi Ricky, Ricky2 ed Emma), e sara' un bimbotto londinese, che si chiamera' Luis o qsa del genere (il papa' italiano e la mamma neozelandese non hanno ancora risolto grafia e pronuncia...quindi potrebbe anche chiamarsi Francesco o Arturo, per quanto ne so...:) Mi aspetto che abbia la faccia di Gian, perche' si sa che la genetica fa salti laterali. Anche Gian lo aspetta impaziente, gia' pronto a dargli in mano la sua prima mazza e a portarlo su un campo da golf.

E la prima cosa che faro' nel 2010, cioe' fra esattamente 24 ore, sara' prendere un aereo per la Nuova Zelanda, per andare al matrimonio dei genitori del mio suddetto nipotino. Preoccupata? Si', per le caviglie gonfie, i polmoni non ancora liberissimi dopo l'influenza natalizia, e la noia di 27 ore di volo. Come dire, se il buongiorno si vede dal mattino, anche nel 2010 ci sara' da camminare e molto!

Happy new year, miei cari lettori vicini e lontani!