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Scusate. Mi sono messa a dieta da 4 giorni e lo stomaco ci mette un po' ad abituarsi.
domenica 10 ottobre 2010
venerdì 8 ottobre 2010
Toc toc! Ehi, tu...
Che te ne stai li placido placido (ma nemmeno tanto) mentre tutti intorno a te stanno cominciando una sorta di riscaldamento emotivo.
Tu, che ci hai sorpreso mostrandoti in tutta la tua nudita’ all’improvviso, quando ancora non eravamo pronti a toglierti dal questo mondo di indefinitezza, il mondo di Batu.
Tu, che da ieri hai anche un nome, e una foto che la zia ha gia’ aperto 8 volte, come se dovessi controllare che nel frattempo non fossi cresciuto ulteriormente.
Tu, che ancora non sai in che famiglia sei capitato – e ne vedrai delle belle, crescendo.
Tu, che ci rotoleremo sul pavimento, ci sporcheremo di Nutella e ci baceremo le ginocchia sbucciate – che se una non puo’ essere zia per queste cose, tanto vale non esserlo affatto.
Tu, che mi rendi zia ancora – e stavolta magari qualcosa di mio ce l’avrai nel musetto buffo o nel modo di aggrottare la fronte.
Tu, che mi trascini in questa nuova avventura, senza avvisarmi che sarebbe stata un’avventura per maschi, ma sono pronta e non mi lascerai indietro!
Tu, piccolo, che mi costringerai a tornare piu’ spesso per non perdermi il miracolo di te che cresci.
Dico proprio a te: stai li’ al caldo e cresci forte e sano – che appena vieni al mondo ho tutta l’intenzione di viziarti in ogni possibile modo – e la mamma ha gia’ detto di si’.
Che anche lei lo sa, che le zie a questo servono!
martedì 5 ottobre 2010
Lo scorso weekend ho imparato...
...
Che amo lo jamon iberico piu' di quanto ami il risotto allo zafferano. Ne mangerei a colazione, pranzo e cena. E pure a merenda.



Che amo lo jamon iberico piu' di quanto ami il risotto allo zafferano. Ne mangerei a colazione, pranzo e cena. E pure a merenda.
Che muoversi in 11 richiede pazienza, coordinazione e una buona dose di buonumore. Grazie al cielo in famiglia ne siamo tutti (chi piu', chi meno) provvisti.
Che se mai ne avessi bisogno, non prenderei mai il mio fidanzato e mio fratello come guardie del corpo.
Che a Vallcarca non ci sono ristoranti o quasi.
Che la Sagrada Familia e' una delle opere architettoniche piu' belle al mondo. Che mi faceva male il collo dallo stare col naso all'insu.
Che essere cresciuti in 6 con un bagno ha fatto passare inosservato il fatto che fossimo in 11(+1) con 2 bagni.
Che mia mamma e mio papa' ormai viaggiano in aereo con assoluta nonchalance. E mi piace pensare ai mille posti che potranno visitare d'ora in poi (anche se Lucy e' inorridita al solo nominare New York).
Che Batu ha pochissimi mesi e gia' e' stato/a in Francia e Spagna. La zia lo/a aspetta a breve a Londra.
Che essersi abituati ad una vita a 2 dopo una vita a mille e' un processo assolutamente retroattivabile: ti riabitui al casino e ad avere gente attorno in 3 secondi.
Che Barcellona e' bellissima, ma Madrid resta la mia preferita.
Che Madrid e' magica, ma a Barcellona ci sono stata con la mia famiglia - e alla fine le cose si compensano.
mercoledì 29 settembre 2010
Cose da grandi
Litigano per qualcosa. Forse troppe luci accese per casa. Forse una lavatrice fatta partire quando non ancora strapiena. O forse la doccia allagata. Difficile ricordare.
O forse erano le tre cose assieme.
La dinamica e' sempre quella. Lui rimprovera, lei cerca di difendersi come puo'. Ma ad un "ascoltatore" esterno, che non li vedesse coetanei ma ne ascoltasse solo le voci, sembrerebbero padre e figlia.
Solo che stasera qualcosa e' diverso. Lei incassa. Silenziosa. Lui borbotta. Lei continua nelle sue attivita'. La lettura di un libro. Controllare il pesce nel forno.
Al che lui si trova spiazzato. Non capisce il perche' di questa non-reazione.
"E che fai? Non dici nulla? Non senti l'esigenza di difenderti?"
Lei lo guarda, alza energica la sua mano sinistra, al cui anulare sbrilluccica un bellissimo solitario, e dice "Oh, guarda che adesso io sono grande. Ho pure un anello di non-fidanzamento, quindi vedi di piantarla con ste menate!"
Ridono. Prima piano, poi in maniera sempre piu' incontrollata. E si abbracciano.
Lo sanno entrambi, che si amano molto.
giovedì 23 settembre 2010
Tempi moderni
Il mio Louis e' in Italia, a trovare i nonni e tutti quelli che ancora non ha conosciuto.
La zia Malli ha voluto vederlo, con la sua nuova aria italiana e il suo ciuffo sbarazzino.
Ma per Louis, Skype e la videocomunicazione ancora non sono concetti chiari. E cosi grandi sono lo stupore e la perplessita' per quello schermo che proietta la faccia della zia ma a distanza...
Guardare per credere:


mercoledì 22 settembre 2010
Abitudini e non
Succede che un po' a tutto ci si abitua.
Al ritrovarsi a casa la sera e raccontarsi la giornata. Al sentire l'esigenza di utilizzare entrambi lo stesso bagno quando di bagni in casa ce ne sono due. Agli aspri commenti di lui sul mio disordine, alle lagnose mie lamentele sul fatto che lui non sappia nemmeno dove siano posizionate lavatrice e lavastoviglie. Ci si abitua alle serate in Westbourne Grove e ai film in dvd, che hanno ormai invaso il posto dedicato a loro e anche quello dedicato ai cd, per dire. Ci si abitua alle discussioni in inglese, con mia subitanea richiesta di passare all'italiano perche' in inglese lui mi sembra aggressivo. Ci si abitua ai suoi piedi gelidi, ai libri letti con il ritmo di un bradipo mentre io li divoro. Ci si abitua al suo non mangiare carboidrati e al suo divorare chili di insalata con enorme soddisfazione. Ci si abitua a viversi la vita reciprocamente, insomma.
Ma poi succede che lui se ne torni in Italia per qualche giorno e tutto, discussioni in inglese, piedi freddi, libri mai finiti, insalata manchino terribilmente.
E la Malli spera solo che questa settimana passi veloce.
giovedì 9 settembre 2010
Niente da segnalare...
...se non il placido godersi le giornate come vengono. Tra il peso del lavoro, il tempo ormai autunnale, stanchezza serale e relax mattutino. A volte non vogliamo mete, obiettivi pazzeschi, traguardi. A volte vogliamo solo guardarci da fuori, e annuire.
Mi fa pensare, questo periodo, a una bella frase di Carofiglio disseminata in una delle sue opere:
"Ecco, vorrei rivivere quel pomeriggio. E sai perché?"
"Perché?"
"Perché quella è stata una delle poche volte della mia vita in cui sono stato perfettamente felice, e me ne sono accorto mentre succedeva."
Mi fa pensare, questo periodo, a una bella frase di Carofiglio disseminata in una delle sue opere:
"Ecco, vorrei rivivere quel pomeriggio. E sai perché?"
"Perché?"
"Perché quella è stata una delle poche volte della mia vita in cui sono stato perfettamente felice, e me ne sono accorto mentre succedeva."
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