lunedì 18 agosto 2008

Voce

Ci sono momenti, nemmeno particolarmente tristi, in cui sentire una voca amica ti fa bene, cura l'anima, ti commuove a tratti. Senza dirsi che ci manchiamo, che abbiamo voglia di vederci. Solo raccontarci la quotidianita', il tempo dell'una senza l'altra. Sapere che l'altra sta bene. Nulla piu'.

Lo sapevo anche da prima, che la distanza raffredda le piccole passioni e accende quelle grandi. Accade anche con l'amicizia. Quella vera e profonda diventa immenso bene, quando non si e' piu' sotto lo stesso cielo. Non che prima non lo fosse. E' che prima non c'era bisogno di rifletterci.

Barbecue londinese

...tra una salamella e le Olimpiadi alla TV.




venerdì 15 agosto 2008

Ferragosto londinese

No, qui non si festeggia il Ferragosto, obviously. Cosi' la mia giornata si e' trascinata tra una corsa ad Hyde Park, doccia, e poi di nuovo al parco 3 ore, dove ho potuto mangiarmi sushi take-away, studiarmi la Lonely Planet del Centro-America, e pure dormire pesantemente un'oretta, il tutto in mezzo a un prato, sopra il mio pareo fuxia preferito.

Fra poco serata "italica" al Favela Chic a Brick Lane, posto in cui sono stata solo una volta ma che mi e' piaciuto moltissimo...

Nota di autocompiacimento: Victoria, la signora che viene a sistemare la casa una volta a settimana, oggi era piacevolmente sorpresa dell'aspetto nuovo che ha assunto la camera di Gian (ora anche mia!) Alla faccia di chi mi ha sempre accusata di essere disordinata (my brother first!:-)

giovedì 14 agosto 2008

Prime scoperte

Dopo la mia performance culinaria dell'altra sera, e' la seconda cena che mi si fa fare al ristorante. Che sia un messaggio in codice dei due ometti con cui con-vivo? (Con uno in senso letterale, con il Gianno anche figurato).



Anyway, ieri sera cenetta in un posto con atmosfera suadente, musica dal vivo, pellame di finta mucca sui divanetti, e carne alla griglia meravigliosa. Che fa strano dirlo, in quel di Londra, ma ho mangiato bene e di gusto.

Stasera? Surprise. Intanto di giorno mi sto ammazzando di sushi. Che ha il grande vantaggio, rispetto all'Italia, di essere meno costoso, piu' buono, e da asporto ovunque.



Ho nel frattempo concluso che:

-il capello cosi' lungo e' assolutamente intollerabile, da queste parti. Troppo vento! Ecco perche' le donne normali (non dico le modelle che vedi nei clubs il sabato sera, quelle hanno capelli lunghissimi) hanno una fissa con tagli corti e caschetti vari. Non puoi fare altrimenti. Vi aggiornero'. Per ora resistere, resistere, resistere.

-sono un'ottima sarta. Oddio...diciamo un'ottima attacca bottoni. Cuciti talmente bene che la prossima volta si staccheranno nel 2025. Le camicie del Gianno stanno in una botte di ferro!

-comincio a non dare piu' per scontate cose che lo erano, eccome. Tipo: "Bello quel tailleur...mi starebbe benissimo addosso...gia'...ma poi chi me lo fa l'orlo???" Insomma, o mi mandano la nonna a svernare (che fa anche meno freddo, d'inverno!) o mi trovo una sarta da queste parti.

-infine...nonostante Gian sostenga che in questo periodo mi stia "rilassando" fisicamente (secondo me sto ancora dimagrendo...ma non glielo diciamo), entrare in un negozio e non trovare la tua taglia perche' e' troppo piccola...e' una sensazione mai provata...vi assicuro, ne vale la pena, once in life, di sentire quell'incazzatura sottile e malvagia eppure goduriosa quando chiedi alla commessa "Non c'e' una taglia in meno?" e lei risponde "No, I'm sorry!" Beh, cara commessa, non se ne dispiaccia tanto. Ho vissuto esperienze peggiori!!!

mercoledì 13 agosto 2008

To be a Londoner - no. 2

Dopo l'Oyster card, la seconda cosa che mi ha fatto sentire una londinese e' stata...comprarmi un cappello. Chi mi conosce sa quanto li ami, i copricapi...ma oggi l'ho comprato per pura necessita', per evitare di comprarmi un ombrello che perderei in 30 secondi e che comunque sarebbe d'impaccio! Ho comprato un cappello in vero stile londinese, per difendermi dall'acquetta che scende di tanto in tanto e per tenere a bada i capelli che col vento volano da tutte le parti. Sia chiaro: un cappello da 3 pound e 20 (Accessorize, sconto dell'80%!), che per adesso fa la funzione minima che deve. Ma le mie amiche sono avvisate: a Natale, quest'anno non avrete problemi a trovarmi un regalo sfizioso e utile!!!

martedì 12 agosto 2008

Malli Vissani

Zitta zitta, quatta quatta, Malli-la-cuoca ha fatto un'ottima performance con una teglia di salmone gratinato, patate e pomodorini da fotografia. E non solo: talmente gustoso (qui ha fatto gioco il DNA speziato del papa') e privo di condimenti (qui hanno fatto gioco invece le porzioni e misurazioni della mamma, chiedere ai miei famigliari) che i due uomini miei commensali hanno fatto il bis con gusto. Senza proferire parola sull'esito delle mie fatiche, questo e' vero. Ma forse davano per scontato che cotanta ragazza non potesse non essere anche un'ottima cuoca (sono ironica, sono mooolto ironica!)




(Pfiuuuu', e la prima fatica e' andata!)

Cucina e nazionalita'

Le mie idee culinarie mi sono valse un'altra nazionalita'. Vado a fare la spesa, e uscendo mi accorgo che ho troppe borse. Fermo un taxi per evitare di farmi la strada verso casa a piedi con tutto quell'intralcio.
Il taxista, omone bonario e simpatico, mi prende in giro chiedendomi se il mio frigo sia vuoto. Assolutamente si', as usual, mi viene da rispondergli.
Parlando, immagino che capisca che sono italiana. Parliamo dell'importanza di mangiare cose di qualita', dello scegliere cosa si mangia, della cucina come sorta di terapia (e vuoi che non sia d'accordo???)
Alla fine, mentre faccio per pagare, mi dice "Mi spiace non poter essere a cena. Cosa cucinera'?"
Ed io, che cucinerei il brasato d'asino con polenta taragna se solo ne fossi capace, pur di non mangiare trofie al pesto: "Salmone al forno e patate!" E il tassista, perplesso: "Ah, non avevo mica capito che fosse svedese..."

La prossima volta rispondero' "Spaghetti, pizza, maccheroni...mandolino, mafia!"