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venerdì 4 dicembre 2009

Fox



3 am – Londra Centro – L’ombra di una donna avvolta nel suo piu’ pesante pijama (che freddo fa???) si avvicina alla finestra della sala per aspettare il suo uomo che rientra. Non da un viaggio in terre lontane. Non da una notte di lavoro. Non da una missione diplomatica. Torna semplicemente dal prima di una lunga serie di Christmas Party che si profilano all'orizzonte.
L'ombra femminile avanza leggiadra (!) e scosta le tende per osservare il suddetto uomo scendere dal taxi e avvicinarsi alla porta di casa. All'improvviso, un'altra ombra attira il suo sguardo: uno splendido esemplare di volpe passeggia sul marciapiede davanti a casa. Incurante della temperatura, delle luci e del fatto che siamo in centro a Londra, caspita, e la sua presenza e' quantomeno surreale. Mentre la donna si precipita fuori con 3 idee nella testa (1- accertarsi che la volpe sia vera e non un'illusione ottica o peggio un'allucinazione 2- difendere Gian dall'attacco della volpe 3-semplicemente fuggire alla vista della volpe, senza rendersi conto che cosi facendo ci finiva proprio in bocca), la volpe - disturbata dalla porta di casa che si apre e dalla porta del taxi di Gian che si chiude, fa dietro front e se ne fugge e gambe e coda levate.
Risultato: Gian tutt'ora non crede che io abbia visto una volpe (lui non avrebbe visto Mazinga!). I colleghi inglesi non si stupiscono piu' di tanto (sostengono che ci siano volpi di citta' -un po' come i topi - di campagna e di citta' - che vivono tendenzialmente dove ci sono piccole aree verdi con spazi per la spazzatura vicini - sembra la descrizione del mio front garden, stasera staro' molto attenta a rientrare). Si stupiscono di piu' che questa sia la prima volpe che io abbia visto in 34 anni di vita. Ma li' non mi sono lasciata sfuggire la possibilita' di vantarmi di essere una countryside girl: gliel'ho detto chiaro e forte, che di volpi non ne avro' mai viste, ma che a loro non basterebbero 100 anni per vedere le nutrie che ho visto io!!

venerdì 12 gennaio 2007

E tu, che animale sei?

Discussione da pausa pranzo, qualche giorno fa.

La Paola, a bruciapelo, chiede: “Ma voi, che animale siete?” Dopo qualche primo istante di silenzio, ogni commensale si mette a suggerire un animale per se stesso e per gli altri. La Cri si sente LUPO, e di fatto è reale la somiglianza fisico-comportamentale; la Simo SCOIATTOLO, la Paola attribuisce a Giuseppe tratti da KOALA (è verissimo!) Su se stessa è un pochino più difficile (e l’indomani, ma solo per questioni di ritmi di vita, la soprannomineremo BRADIPO), e su di me…il vuoto! Cosa sono io? Non lo so, non mi sento nulla nello specifico. Penso ai tanti epiteti che mi sono stati attribuiti, e che mi avvicinano agli animali (IENA, CRICETO…) Nessuno però mi si appiccica addosso per tanto tempo…Mi piace la GIRAFFA, e il mio collo potrebbe a tratti ricordarla…ma per null’altro. Adoro le SCIMMIE, ma mai vorrei essere paragonata ad esse. Ci penso, rimugino, analizzo.

Poi, l’illuminazione. Io sono un ORNITORINCO. Sicuro! La prima volta che ho sentito parlare dell’ornitorinco avevo 10 anni, stavo preparando la ricerca di geografia per gli esami di quinta elementare, mi era stata affidata l’Australia e così, in uno dei tanti libri che stavo sfogliando per approfondimenti, trovai la foto di questo stranissimo animale. All’inizio pensai ad uno scherzo. Ad un fotomontaggio. La mia mente di bimba non poteva pensare che la natura avesse creato un simile aggregato. Una combinazione anche un po’ irriverente. Come abbinare il blu e il nero nei vestiti (sarà moda, ma stanno proprio male!) E invece l’ornitorinco esiste. E’ visivamente a metà tra un roditore e una papera. Ed io sono così. Perché le mie gambe sono cresciute troppo alla svelta, e ne ho perso il controllo decenni fa (mai notato con quale paura scendo le scale? E’ come se non fossero roba mia!) Le mie mani sembrano avulse dal mio corpo, troppo piccole e affusolate. Il mio viso è quasi emaciato, il resto del corpo assolutamente no. E la mia personalità è allo stesso modo un guazzabuglio di tratti sconnessi fra loro: so essere la bambina indifesa come l’adulta posata, faccio la mammina preoccupata e la figlia irresponsabile. Sì sì, sono un ornitorinco. Fatto e finito. Ah, almeno adesso ho trovato il mio posto nell’albero zoologico dei colleghi!