venerdì 21 dicembre 2012

Crescere

Mi trovo a dire che, caspita, Nina venerdi prossimo fa 1 mese. Ed e' volato.
Gian mi guarda e mi dice che a lui sembra sia con noi da 5 anni! E' la relativita' del tempo con lei, della nostra interazione.
E' bellissimo e durissimo a tratti, e' la cosa piu' difficile che abbia mai dovuto affrontare nella vita, e anche la piu' incredibilmente speciale.
Si', sa di biscotto e panna montata come i miei nipoti. E i suoi occhi aprono profondita' mai viste. E la sua bocca e' un cuore perfetto. E le sue mani stringono avidamente le mie nel suo bisogno di contatto costante.
Sono esausta, stanchissima, dolorante, e un suo sorriso mi rende la persona piu' felice del mondo.
Ti dicono che sara' cosi', quando sei incinta. Ti dicono che non potrai piu' farne a meno. E quando ti succede, e' incredibilmente piu' dura di quanto immaginassi, e piu' meraviglioso.

E il suo primo giorno di vita, racchiuso nelle foto qui sotto, sembra gia' qualcosa di cosi' lontano...




sabato 1 dicembre 2012

Coi tuoi occhi

Nina Skye Bergamaschi e' finalmente nata mercoledi' 28 novembre 2012 all'alba. Dopo 4 giorni di travaglio e mille peripezie che la sua mamma e il suo papa' hanno istantaneamente dimenticato non appena i loro occhi si sono posati su di lei.
Ancora presto per commenti, e tempo limitato per ogni altro racconto.
Solo qualche immagine per i tanti amici e la famiglia che dall'Italia hanno fatto letteralmente il tifo per noi. Abbiamo sentito forte la vostra preoccupazione e il vostro amore, e ve ne siamo grati.
Vedere la vita attraverso gli occhi di Nina avra' tutt'altro significato, d'ora in poi.

NOI 3


VERSO CASA 



CASA




NINA's SMILE 

domenica 11 novembre 2012

Eccoci, noi due

Con tutto lo spazio che occupiamo, le mie difficolta' a deambulare, il peso che sento ovunque, le lamentele, la stanchezza e l'attesa. Eccoci.

sabato 3 novembre 2012

Tra me e te

Ehi cucciola,
scusa se ultimamente ti faccio troppi discorsi da grande. Imparerai che sono logorroica, enfatica e emotiva. Quindi, tanto vale cominciare a fartelo capire da adesso.
Volevo dirti che per me sarebbe anche ora. Anche se mancano 3 settimane alle 40, tu da ieri sei una bimba "finita". Sei tutta a posto, con el tue cosine al posto giusto, mi dicono, e dunque poco male se vorrai anticipare i tempi (ma so che mi farai aspettare, invece...)
Ho amato averti dentro di me, sentirti muovere, interpretare i tuoi gesti stizziti, i tuoi calci ripetuti, i tuoi movimenti ritmici. Ma ora sono arrivata ad un punto dove vorrei tanto averti fuori. Perche' non mi vedo piu' i piedi. Perche' di dormire non se ne parla. Perche' bevo per 3 persone, e faccio pipi' per 6. Perche' ho una fame vorace, ma dopo 2 morsi sono sazia e ho livelli di acidita' che potrebbero corrodere l'intera Tour Eiffel.

Ho anche bisogno di guardarti in faccia, di annusarti, di dirti "Ciao, sono la tua mamma, e tu chi sei?"
E ho paura. Che qualcosa non vada per il verso giusto, che tu possa far fatica ad uscire di li', che tu tutto sommato nemmeno voglia.
E non lo posso dire al tuo papa', che non capisce perche' scoppi a piangere guardando una puntata della Signora in Giallo. O alla tua nonna, perche' la mia stanchezza e' il suo tallone d'Achille. O ad un'amica, perche' "Non essere sciocca" non aiuterebbe.
Cosi' lo dico a te. Perche' in questo viaggio siamo in 2, veramente, ancora per qualche settimana. Prima di darti al mondo, prima di condividerti con le persone che ti ameranno.
Tu comportati bene, vedi di lasciarmi il tempo che basta per organizzarmi ma non per annoiarmi. E non aver paura. Che per quello, ci sono gia' io.

E si', sono un po' stufa di aspettare. Ma comunque ti aspetto - non me ne vado da nessuna parte.

venerdì 19 ottobre 2012

Dimmi...

...che le notti che verranno saranno migliori delle notti dell'attesa. Non ci spero, ma dormire almeno un paio d'ore di fila sarebbe un regalo grandissimo.
Dimmi che avrai fiducia in noi, anche se saremo alle prime armi, incapaci e distratti.
Dimmi che ci perdonerai i momenti di ansia, nervosismo, stanchezza e saprai guardare oltre, all'amore immenso che rappresenti fin d'ora, al fatto che abbiamo scelto di averti, avendo altre opzioni nel nostro cammino. E dimmi che la nostra scelta ti fara' sempre tirare un sospiro di sollievo.
Dimmi che non saro' una di quelle mamme che ruotera' attorno a te. Che tornero' al mio lavoro, che avro' obiettivi altri oltre alla tua crescita e alla tua felicita', e che questo mi aiutera' a darti una direzione nella vita, ad insegnarti a prenderti quello che vorrai nel rispetto degli altri, ad avere sempre un sorriso in volto quando saremo assieme e a sentire la mancanza della tua pelle di biscotto e panna montata quando non ci saro'.
Dimmi che continuero' ad essere io, un individuo innanzitutto, e tua mamma sempre, per tutta la vita, ma senza che la mia vita sia fatta solo di te. Saremo felici entrambe di questo.
Dimmi, Bebetta meravigliosa, che anche tu non vedi l'ora di incontrarci, e che passerai le prossime 5 settimane in un'attesa beata (ti prego, non meno di 5, e nemmeno di piu'!)

Dimmi che mi perdonerai il tripudio di rosa che gia' gira per casa (prometto di indirizzarmi a breve su altre tinte), la famiglia chiassosa che ti ritroverai attorno, anche se a distanza, e l'amore che e' li' in attesa negli occhi e nelle parole di tutti, pronto solo ad essere riversato su di te, non appena arriverai. Aggiungiamo 2 cugini maschi parecchio combattivi ed energici che dovrai tenere a bada, un papa' che non lo sa ancora, ma si sciogliera' completamente alla vista dei tuoi sorrisi appena abbozzati, e tutta la musica e le storie fantastiche di cui riempiro' le tue giornate (e se sarai una tipa da numeri, mi spiacera' tanto per te :).
Dimmi che chiuderai un occhio quando ti renderai conto che il tuo inglese sara' incredibilmente migliore del nostro, e che mai nella vita, per nulla al mondo, dimenticherai l'italiano.

Noi ti aspettiamo. Con un sacco di idee, speranze, e l'apertura mentale che vogliamo avere per accoglierti cosi' come sarai, per non renderti diversa da te stessa, per aiutarti a trovare la tua strada, per farti vedere il mondo in viaggi meravigliosi, con il corpo e con la fantasia.
Noi ti aspettiamo. Anche se a volte non sembra. Anche se ne parliamo meno di quanto dovremmo. Anche se ci manca ancora un sacco di roba. Noi ti aspettiamo davvero. Anche se abbiamo paura a dircelo.

M: Gian, oggi sono 35.
G: 35 cosa?
M: Non anni, evidentemente...
G: Ma di cosa stai parlando?
M: Non stai misurando nulla, tu, di questi tempi? Non c'e' nessun conto alla rovescia in atto?
G: 35 giorni?
M: 35 settimane!!!
(Che poi sono 35 giorni che mancano...esattamente...ma il punto e' che ancora non e' il primo pensiero che balza alla mente nei nostri scambi...)

lunedì 1 ottobre 2012

E' cosi' che mi sento...


...una pancia che deambula. La faccia, quella non ha piu' importanza. Anche se lei, grazie al cielo, e' rimasta la stessa. Anche se il mio viso sprizza felicita' nonostante la stanchezza, come dicono i colleghi.

Il sonno arriva a ondate piene, e mai negli orari giusti. La fame si alterna a momenti (rari, lo riconosco) di nausea. Il piu' delle volte nausea da fame.
Al posto della merenda (o come supplemento alla stessa) pastiglie per il ferro (si', anche l'anemia ci e' toccata nonostante la Dukan pre-gravidanza) e pastiglie anti-acido.
Gli ormoni ricominciano a danzare e mi ritrovo a passare dall'euforia all'ansia nel giro di 3 minuti, con Gian che domanda "Ma non doveva essere cosi' solo il primo trimestre?" Evidentemente per me anche il terzo rappresenta una giostra emotiva.

Insomma, cerchiamo, io e Bebetta, di prepararci a conoscerci litigandoci lo spazio e le posizioni e facendo pace dopo qualche sfuriata o mia o sua.

Gian ci osserva e gia' sogghigna, pensando a come la sua presenza fara' da bilancia fra le due donne di casa sua.

Eppure no, non e' poi cosi' dura. Ce la si fa. Bisogna non perdere mai di vista il traguardo. Prendersi 5 minuti per raccogliere le idee quando tutto si fa confuso. Pensare che fra 8 settimane, giorno piu' giorno meno, non saremo solo io, la pancia e Gian, ma io, Gian e Bebetta. Un cambio di prospettiva che comunque vale qualche ansia, qualche notte insonne e un paio di lacrime di tanto in tanto.



venerdì 7 settembre 2012

Guardare avanti

Perche' c'e' casa, avanti. Nostra ufficialmente da ieri, e stanotte, matti come siamo, ci dormiamo gia' dentro, un po' come ci viene. Come due bambini troppo avidi di novita' per aspettare.
Perche' ci sono nuovi inizi, piu' avanti. Un lavoro. Nuove sfide.
Perche' c'e' Bebetta, avanti. E quel grande cambiamento che lei rappresenta, che un po' ci spaventa e un po' ci intenerisce gia'.
Perche' ci siamo sempre noi, avanti. Coi nostri sogni, il nostro incedere a testa bassa, con la grinta che ci contraddistingue e le nostre risate a rompere la tensione.

Guardare avanti perche' non sappiamo fare altro. Per scelta, cultura, educazione, e un po' per DNA.

Ma oggi, con tutti i nuovi inizi che abbiamo avanti, fammi dire che uno sguardo lo rivolgo anche indietro. A quei due ragazzini che un 7 settembre di 10 anni fa uscirono per la prima volta a raccontarsi la vita.
Ansiosi di conoscersi meglio, curiosi delle proprie diversita', sorpresi dalle comuni somiglianze. Se avessero guardato avanti, quei due ragazzini, piu' avanti di quanto non fossero abituati a fare, forse avrebbero visto tutto questo. Al di la' del tempo, della distanza, della vita che ci si e' messa di mezzo, forse si sarebbero visti a questo punto. E io, conoscendoli bene entrambi, dico che si sarebbero piaciuti.

"Forse le cose stanno esattamente così: quelli che vale la pena di amare veramente sono quelli che ti rendono estraneo a te stesso. Quelli che riescono a estirparti dal tuo habitat e dal tuo viaggio e ti trapiantano in un altro ecosistema, riuscendo a tenerti in vita in quella giungla che non conosci e dove certamente moriresti se non fosse che loro sono lì e ti insegnano i passi, i gesti e le parole: e tu, contro ogni previsione, sei in grado di ripeterli." (A.B.)

Che bello, Gian, ritrovarci qui.